In questo periodo caratterizzato da poco calcio e tante ipotesi, congetture, aggiornamento di bollettini sanitari l’unico modo che si ha per parlare di calcio seppur non giocato è confrontarsi con addetti ai lavori che da anni lavorano nel settore con preparazione e successo. Abbiamo avvicinato ai nostri microfoni Angelo Rubino, manager calcistico e direttore sportivo che ha raggiunto quattro promozioni consecutive con la Francavilla calcio dalla seconda categoria alla serie D; è stato anche direttore sportivo dell’Ostuni in serie D e del Latiano sempre in qualità di direttore sportivo in Eccellenza. Vanta anche una collaborazione come consulente di mercato di serie C. Nel 2009 ha conseguito la qualifica di Agente Fifa superando i relativi esami.
Partiamo dalla differenza che da addetto ai lavori hai riscontrato e riscontri negli ultimi anni all’interno del mondo del calcio. Cosa andava meglio e cosa peggio rispetto ad oggi?
Onestamente nel calcio di oggi noto molta più approssimazione rispetto a qualche anno fa, e non parlo solo dell’aspetto tecnico prettamente calcistico. Mi riferisco soprattutto alla qualità della classe dirigente e addetti ai lavori e di chi ricopre cariche a qualsiasi titolo nelle società di calcio. Ma lo stesso si può dire anche per le attività di osservatore. Ci sono tante figure che sono poco aggiornate e io personalmente mi schiero dalla parte dei giovani che devono avere la possibilità di emergere in queste figure professionali.
L’Italia sta uscendo a fatica da una crisi sanitaria senza precedenti dovuta alla pandemia da covid-19. Il calcio come tutte le attività produttive e sanitarie si è fermato. Da un mese a questa parte assistiamo a contrasti , punti di vista divergenti sulla possibilità che lo sport in generale e il calcio in particolare possa riprendere. Il punto della discordia fra Governo e istituzioni dello sport come Federazione, Coni e Assocalciatori è il protocollo. Credi che sia giusto che il calcio riprenda e in che modo?
Devo dire che il Governo, come un po’ in tutti gli ambiti, non solo quello sportivo ha tentennato nel prendere decisioni che comunque non sono facili da prendere se consideriamo la vastità dell’emergenza su più fronti, in primis sanitario. Per questo motivo capisco il ministro Spadafora ma forse sarebbe servito un pizzico di solerzia in più. Comunque adesso pare che tutte le società siano d’accorso a ripartire, sono iniziati i ritiri e credo che sia giusto ripartire rispettando scrupolosamente i protocolli sanitari approvati. La serie A non può attendere ulteriormente, si deve tornare a giocare. La stessa serie A è la terza industria d’Italia e c’è un indotto di famiglie a prescindere da giocatori affermati che vive di questo sport. Non bisogna guardare solo l’èlitè di questo sport ma tutto il movimento che conta milioni di persone e quelle persone a qualsiasi titolo che soprattutto svolgono una delicata e importante funzione sociale.
Proprio l’altro giorno c’è stato il blocco dei ripescaggi; in Lega Pro e serie B con alcune squadre che sono sul piede di guerra e minacciano di fare ricorso. Cosa ne pensi di un’eventualità di riforma di campionati? Si è parlato anche di riforma della serie B che si sdoppierebbe in due gironi e il reinserimento della vecchia C2. É un’ipotesi fattibile?
So che alcune squadre pugliesi come Foggia in serie D e Bari in Lega Pro non hanno preso bene queste decisioni. Ad esempio ai biancorossi è stato preferito il Carpi per meriti sportivi. Mi spiace perché hanno fatto un grande campionato come del resto il Foggia e non trascurerei il Sorrento di mister Maiuri. Purtroppo però non la vedo una soluzione praticabile perché la serie B a due gironi ad esempio avrebbe un livello tecnico troppo inferiore rispetto alla serie A. Inoltre molti stadi non sono a norma per disputare una categoria superiore rispetto a quella attuale. Mi spiace per le nostre squadre pugliesi ma credo che per quest’anno almeno le cose rimarranno così. Sul prossimo anno sono favorevole ad una riforma che non può prescindere dai meriti sportivi, tipo quella che fu applicata nel 2014 in serie C. In quella circostanza delle diciotto squadre furono previste otto promozioni e dieci retrocessioni.
A bocce ferma come giudichi il campionato disputato dalla Virtus Francavilla in Lega Pro e soprattutto da Taranto e Brindisi in serie D girone H?
La Virtus ormai da diversi anni è una realtà da prendere a modello per tutto il calcio. Esempio di come con la programmazione si raggiungono i risultati. Per quanto riguarda il Brindisi e il Taranto bisogna fare un discorso diverso. Gli adriatici sono partiti con un programma e un budget di gran lunga inferiore ma nonostante la crisi societaria e vari problemi, grazie anche all’esperienza di mister Ciullo sono riusciti a centrare il loro obiettivo. Purtroppo per il Taranto non posso essere contento. Sono molto legato ai colori rossoblù, ricordo di aver visto tante sfide da ragazzo contro il Bari, il Milan. Vecchi tempi in cui il Taranto metteva paura alle grandi corazzate. Quest’anno è stata una delusione per tutti ma non vivendo dall’interno le problematiche non le posso giudicare; non so cosa sia potuto accadere. L’unica cosa che mi permetto di dire è che avrei dato più tempo a mister Ragno; è vero la partenza non è stata esaltante ma se prendi un tecnico vincente come lui non puoi non crederci e la sciartelo sfuggire.
Nonostante ci siano state forti critiche verso la dirigenza in ogni suo componente, lo stesso presidente Giove pare intenzionato a proseguire al timone della sua creatura. Anzi a quanto pare si sta già programmando la prossima stagione, nonostante l’incertezza sui campionati. Da dove bisogna ripartire per cercare di ben figurare? Quanto sono importanti DS e allenatore? Di nomi ne circolano tanti, chi vedresti meglio per lavorare a Taranto?
Partiamo dal presupposto che per lavorare a Taranto bisogna avere le spalle larghe, un conto è parlare di calcio in generale altro è parlare di Taranto. Bisogna anche dire però che occorre pazienza da parte di tutti, tifoseria e dirigenza. Non si può pensare di vincere sempre, a meno che non si faccia una squadra ammazza campionato con la quale si dominerebbe incontrastati. Il Presidente Giove quest’anno aveva allestito un gran bella squadra ma non sempre solo con i grandi nomi si vincono i campionati. In generale in Italia bisogna imparare la cultura della sconfitta, non è possibile che dopo due sconfitte arrivino contestazioni minacce e gesti che col calcio non hanno nulla a che vedere. Così si compromette solo ogni sforzo fatto da tutti gli attori del calcio sano. Detto questo non faccio nomi per entrambi i ruoli, dico solo che mi spiace per la non riconferma di De Santis. Mi spiace che De Santis non possa continuare perchè a mio avviso può essere la persona giusta. Non credo sia stato l’unico responsabile della situazione. Per il resto direttore sportivo e allenatore devono pianificare una squadra non puntando solo sui nomi ma in sinergia devono scovare chi ha voglia di sudare e vincere. Queste caratteristiche si trovano anche nelle serie minori. Per il DS vedrei bene una persona che conosce la piazza, le pressioni e gli sbalzi di umore. Allenatori ce ne sono tanti ma punterei a un profilo di tecnico che abbia già allenato il serie C e serie D, anche giovane ma con esperienza e che conosca entrambe le categorie.
In conclusione ti chiedo un parere sulla squadra da allestire anche se certi discorsi possono apparire prematuri. Si parla di una riconferma di Sposito, Ferrara, Marino, Pelliccia, Cuccurullo più i ragazzi del nostro settore giovanile per quanto riguarda gli under. Per gli over il cerchio si stringe a Guaita che ha un biennale, Genchi, Stefano e Luigi Manzo e Benvenga. Sarebbe la scelta giusta? Ci vuoi fare qualche nome di giovane calciatore che ti piace in particolare?
I nomi che hai citato dello scorso anno ritengo che siano tutti giocatori validi per la categoria e di un certo spessore. Alcuni hanno reso sotto le loro aspettative ma non si discutono. Sta alla società valutare ma ritengo che non si debba smantellare tutto, altrimenti si dovrebbe ripartire da capo. Per quanto riguarda Ferrara lo ritengo un ottimo giocatore già completo. Lo vedrei bene in una difesa a tre in una squadra di Lega Pro sul centro-sinistra. Spiace per il Taranto ma per il ragazzo credo che abbia l’occasione già da quest’anno di fare il salto di categoria. Per quanto riguarda le mie preferenze ti cito alcuni ragazzi che non sono miei assistiti ma sui quali punterei senza alcun dubbio:Filippo Pittarello (96′) attaccante Luparense, Piero Burigana (2001) portiere Luparense proprietà Padova, Christian Rutyens (98′) difensore centrale della Recanatese, Jenny Rondinella (2001) esterno destro Savoia, Pietro Cogliati (1992) attaccante del Campobasso.
Andrea Loiacono













