Egregi Commissari Straordinari,
con la presente, la Fiom Cgil vuole richiamare l’attenzione su una situazione di criticità per i lavoratori dell’appalto, che potrebbe determinare la perdita non solo di professionalità, necessaria a garantire la fase di transizione ecologica, ma anche di ulteriore occupazione in un territorio già fortemente provato.
Nello specifico, LA CISA ha avviato una procedura di trasferimento di 20 lavoratori presso altre sedi produttive collocate tra Udine e Bergamo.
La Fiom Cgil, nella fase di consultazione sindacale, ha espresso forti perplessità circa le motivazioni dei suddetti trasferimenti, a partire dall’ingiustificata procedura, poiché l’azienda avrebbe potuto attivare strumenti alternativi quali l’utilizzo di ammortizzatori sociali e/o trasferte, così come previsto dal vigente CCNL – art. 7.
Abbiamo più volte ribadito che gli attuali assetti di marcia, secondo quanto appreso negli incontri tenutisi a Palazzo Chigi, avrebbero garantito un graduale aumento della produzione con la ripartenza dell’altoforno n. 2, rendendo pertanto impropria la decisione del trasferimento, vista la temporaneità della fase di crisi in cui versa l’ex Ilva. Tuttavia, LA CISA ha preferito procedere con il trasferimento definitivo, inizialmente di 10 lavoratori.
Nella richiesta di esame congiunto, abbiamo inoltre rilevato incongruenze nell’individuazione del personale destinato presso altri siti, penalizzando in particolare il personale ultra 52enne e con rilevanti problemi fisici.
Riteniamo fondamentale il ruolo dell’Amministrazione Straordinaria, che come stazione appaltante deve garantire anche un ruolo sociale nell’individuazione delle aziende, favorendo un percorso che tuteli l’occupazione e la qualità del lavoro dei dipendenti. Allo stesso modo, è necessario intervenire sulle problematiche del dumping contrattuale, utilizzato sia dalla gestione Arcelor Mittal sia dalle aziende che hanno accettato tali condizioni contrattuali, abbattendo il costo del lavoro e riducendo gli standard di sicurezza per i lavoratori, più volte segnalati dalla Fiom Cgil.
Per tali ragioni, riteniamo necessario informare la gestione commissariale e le associazioni datoriali al fine di intervenire sulle aziende di appalto, per impedire che scelte come quella di LA CISA determinino, ancora una volta, che a pagarne le conseguenze siano i lavoratori. Ci sono strumenti a disposizione per evitare questo trasferimento definitivo, preservare la professionalità e garantire l’occupazione nell’appalto ex Ilva.
Sicuri di un vostro positivo riscontro, porgiamo distinti saluti.
La Segreteria Provinciale Fiom Cgil Taranto
Francesco Brigati – Patrizio Di Pietro













