Un ricambio dei vertici ritenuto eccessivamente rapido, carenze di personale, infrastrutture in condizioni critiche e l’assenza di una programmazione industriale considerata adeguata. È il quadro tracciato dalla CISL FP Taranto Brindisi in una lettera aperta indirizzata ai vertici del Ministero della Difesa e della Marina Militare.
Il documento, datato 5 ottobre e firmato dal segretario territoriale Umberto Renna, accende i riflettori sulla situazione dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto. Il sindacato parla di una situazione «paradossale» e chiede di conoscere quale sia la strategia individuata per il futuro dello stabilimento.
«Se la Direzione dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto fosse un’azienda privata, si cambierebbero in sei mesi le figure chiave?», è l’interrogativo con cui si apre la lettera.
Il ricambio dei vertici
Secondo la CISL FP, nell’arco di meno di sei mesi sarebbe prevista la sostituzione di alcune delle principali figure dirigenziali e operative dell’Arsenale: il direttore, con grado di ammiraglio, il capo del Reparto Manutenzione Navale e il capo del Reparto Servizi Tecnici, entrambi capitani di vascello.
A queste figure, evidenzia il sindacato, si sarebbero aggiunti negli ultimi novanta giorni anche il vice direttore e il capo del Reparto Amministrativo.
Un avvicendamento che, secondo la rappresentanza sindacale, rischierebbe di incidere sulla continuità gestionale di una struttura considerata strategica per la Marina Militare e per l’economia del territorio.
Le criticità denunciate
Nel documento la CISL FP elenca una serie di problemi che, a suo giudizio, contribuirebbero a rallentare l’attività dell’Arsenale.
Il primo riguarda l’assenza di un vero e proprio piano industriale. Il sindacato lamenta la mancanza di una visione complessiva per il futuro dello stabilimento e richiama, tra gli altri aspetti, la necessità di un programma realistico per il rinnovamento dei mezzi di sollevamento e trasporto.
Altro punto indicato è quello della stazione appaltante, che secondo la CISL FP risentirebbe dell’assenza di un commissario militare e di un funzionario amministrativo. Il sindacato richiama inoltre i circa 300 posti messi a concorso nell’ultimo anno, evidenziando come le procedure di reclutamento non sarebbero state completate.
Organici dimezzati e infrastrutture
Particolarmente critica viene descritta la situazione degli organici. La CISL FP parla di una riduzione del personale di circa il 50 per cento e sostiene che le promesse di ripianamento non abbiano trovato finora piena attuazione.
A questo si aggiunge, secondo il sindacato, il progressivo deterioramento delle infrastrutture. Tra gli episodi richiamati nella lettera figura il cedimento della Barca porta del Bacino Ferrati, indicato come esempio delle difficoltà legate alla manutenzione.
La CISL FP denuncia inoltre condizioni che, a suo giudizio, avrebbero raggiunto livelli preoccupanti in alcuni uffici, officine, locali igienici e spogliatoi, con ripercussioni sulla sicurezza e sulla dignità dei lavoratori.
La questione delle risorse
Un ulteriore elemento di criticità viene individuato nella distribuzione delle risorse destinate al lavoro straordinario. Secondo quanto sostiene il sindacato, alcuni altri comandi riceverebbero stanziamenti maggiori pur disponendo di organici inferiori a un terzo rispetto a quello dell’Arsenale tarantino.
Una situazione che, nella lettura della CISL FP, alimenterebbe ulteriori interrogativi sulla gestione delle risorse destinate alla struttura.
«Non resteremo in silenzio»
È soprattutto sulle prospettive future che il sindacato concentra il proprio allarme. La CISL FP ritiene che, al di là delle dichiarazioni di circostanza, le scelte attuali possano determinare un progressivo ridimensionamento di quello che in passato è stato uno dei principali stabilimenti della cantieristica pubblica italiana.
Il tema assume una particolare rilevanza anche alla luce delle ipotesi formulate negli anni scorsi sulla possibilità di utilizzare le competenze e gli spazi dell’Arsenale nell’ambito di strategie di rilancio occupazionale del territorio, anche in relazione alla crisi industriale dell’ex Ilva.
Per il sindacato, le criticità denunciate non riguarderebbero soltanto l’efficienza dello stabilimento, ma potrebbero avere conseguenze più ampie sul sistema economico e occupazionale tarantino e, indirettamente, sulle capacità operative legate alla manutenzione della flotta navale.
La CISL FP Taranto Brindisi annuncia quindi di non voler rimanere in silenzio e chiede ai vertici del Ministero della Difesa e della Marina Militare risposte concrete e interventi in grado di affrontare le criticità indicate.
L’obiettivo dichiarato dal sindacato è invertire quella che viene definita una «rotta disastrosa» e restituire all’Arsenale una prospettiva industriale, occupazionale e organizzativa adeguata al ruolo che storicamente ricopre nel territorio.















