L’annuncio relativo all’acquisizione di nuovi bacini galleggianti per gli arsenali militari di Taranto e Augusta non rappresenta un nuovo finanziamento del Governo. È quanto sostiene il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, che in una nota interviene sul tema del futuro dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto.
Secondo Turco, l’operazione viene presentata come un grande investimento dell’esecutivo, ma in realtà si tratterebbe dell’attuazione di programmi già previsti nella pianificazione della Marina Militare Italiana.
«È bene chiarire – afferma il senatore – che non si tratta di un nuovo finanziamento deliberato dall’attuale Governo, ma dell’attuazione di programmi già inseriti nella pianificazione della Marina. L’avvio della procedura rientra infatti nei programmi pluriennali della Marina e nelle attività della Direzione degli armamenti navali della Difesa».
“Interventi utili ma non risolutivi”
Turco riconosce l’utilità degli interventi annunciati, ma sottolinea come questi non possano essere considerati la soluzione ai problemi strutturali dello storico arsenale ionico.
«Si tratta certamente di interventi utili – spiega – ma non possono essere presentati come la soluzione ai problemi strutturali dell’Arsenale di Taranto. Il vero nodo resta l’assenza di un piano di rilancio industriale».
Carenza di personale e infrastrutture da ammodernare
Il vicepresidente del Movimento 5 Stelle evidenzia inoltre le criticità che da anni interessano il sito militare, a partire dalla drastica riduzione del personale tecnico.
«L’Arsenale soffre da tempo di una grave carenza di personale: l’organico civile è passato da circa 5.000 addetti a meno di 1.700. A questo si aggiunge la necessità di interventi importanti di ammodernamento su infrastrutture e officine».
La richiesta al Governo
Per Turco, se il Governo intende davvero rilanciare il polo industriale tarantino, occorre affrontare questioni strutturali e non limitarsi a interventi parziali.
«Serve rafforzare gli organici, garantire nuove commesse e investire seriamente nella modernizzazione delle infrastrutture. È inoltre necessario favorire il ritorno delle grandi imprese pubbliche della cantieristica, a partire da Fincantieri».
«Solo attraverso interventi strutturali – conclude – sarà possibile restituire piena operatività e prospettiva industriale a uno dei principali poli della Marina nel Mediterraneo».













