La vigilia della finale di ritorno di Coppa Italia regionale si carica di significati profondi per il Taranto, chiamato a trasformare un sogno in un segnale concreto di rinascita. A raccontare lo stato d’animo della società è il direttore generale Beppe Camicia, intervistato da Vito Di Noi – Quotidiano, che non nasconde quanto il trofeo rappresenti molto più di una semplice coppa.
«Sarebbe bellissimo vincere – spiega Camicia – perché daremo alla piazza una gioia che manca da troppo tempo. Dopo mesi difficili, il gruppo ha ritrovato mentalità, identità e consapevolezza. I risultati ci hanno dato forza e oggi sappiamo di essere una squadra vera».
Il Taranto arriva alla sfida con due obiettivi ancora aperti: campionato e Coppa. Il confronto con il Bisceglie, avversario della finale, resta serrato. I nerazzurri hanno avuto maggiore continuità, ma il dirigente rossoblù non ritiene il divario così netto da risultare determinante: «I numeri parlano, ma non raccontano tutto. Il gap esiste, ma non è insormontabile. Andremo a Bisceglie per giocarcela, non per difendere il 2-1 dell’andata».
La gara si disputerà senza tifosi ospiti, una decisione che Camicia accetta con rammarico: «Dispiace tanto, perché i tifosi sono il calcio. Ma la squadra ha le spalle larghe e saprà reggere qualsiasi pressione. Mi auguro che vinca lo sport».
Sul piano tecnico, il Taranto recupera quasi tutti gli effettivi, con le sole assenze di Trombino e Delvino. Hadziosmanovic, Loiodice e Aguilera sono a disposizione, anche se l’impiego finale spetterà al mister.
La finale del Ventura diventa così il primo grande bivio della stagione 2025/26: un verdetto che può cambiare prospettive e ambizioni, ma che già oggi certifica un Taranto più maturo, più compatto e finalmente consapevole del proprio valore.













