Il confronto preventivo e strutturato con le organizzazioni sindacali firmatarie di contratto non è una formalità, ma una vera e propria metodologia di governo delle scelte pubbliche. È da questo presupposto che Fabio Ligonzo (CISL FP) richiama l’Amministrazione comunale di Taranto ad affrontare il Bilancio di previsione 2026–2028 non come un mero esercizio contabile, ma come un atto politico e programmatico che incide direttamente sull’organizzazione dell’Ente, sulla qualità dei servizi e sulle condizioni di lavoro del personale.
«In un contesto complesso come quello attuale, segnato da vincoli finanziari stringenti e da una fase delicata di programmazione, il nostro coinvolgimento diventa uno strumento essenziale per assumere decisioni equilibrate, condivise e sostenibili nel tempo», afferma Ligonzo. «Discutere il bilancio significa infatti discutere di priorità, di investimenti, di capacità amministrativa e, in ultima analisi, del futuro della città».
È in questo quadro che si inserisce la deliberazione di Giunta n. 16 del 29 gennaio 2026, con la quale sono stati approvati i dati di preconsuntivo 2025 e il risultato di amministrazione presunto, oltre all’applicazione di una quota di avanzo accantonato per far fronte a obbligazioni derivanti dal contenzioso. Una scelta che la CISL FP comprende nella sua finalità di tutela degli equilibri di bilancio, ma che apre interrogativi rilevanti sulle prospettive finanziarie dell’Ente.
La presenza di un disavanzo presunto pari a 819.942,94 euro, infatti, comporterà obblighi stringenti di ripiano che dovranno essere affrontati in sede di approvazione del Bilancio di previsione e successivamente definiti con il Rendiconto 2025, continua il sindacalista. Tali obblighi rischiano di incidere in modo significativo sulla programmazione finanziaria, limitando i margini di manovra dell’Amministrazione proprio nel momento in cui sarebbe necessario rafforzare la macchina comunale.
Il punto critico, secondo Ligonzo, è che il riequilibrio dei conti non può tradursi in una compressione indiscriminata della spesa corrente. Tagli lineari o scelte esclusivamente difensive produrrebbero effetti negativi sull’organizzazione degli uffici, già segnati da una cronica carenza di organico, e sulla qualità dei servizi resi ai cittadini. Il personale comunale, da tempo gravato da carichi di lavoro crescenti e responsabilità sempre maggiori, non può essere considerato la variabile su cui far ricadere gli effetti del disavanzo.
Da qui la richiesta della CISL FP di aprire un confronto serio e responsabile anche sulle ricadute del disavanzo in termini di politiche del personale. Salvaguardare le assunzioni già programmate, tutelare la spesa per il lavoro pubblico e mantenere attivi gli strumenti di valorizzazione professionale rappresentano condizioni indispensabili per garantire continuità amministrativa ed evitare il ripetersi di criticità finanziarie.
Secondo Ligonzo, il percorso di rientro dal disavanzo dovrà essere sostenibile e coerente con una visione di lungo periodo. Investire in competenze, organici e organizzazione non è un costo, ma una leva strategica per migliorare l’efficienza dell’Ente, rafforzare la capacità di spesa e assicurare servizi adeguati alla comunità.
In questa prospettiva, la CISL FP ribadisce la propria disponibilità a un confronto costruttivo, affinché le scelte che accompagneranno il Bilancio di previsione 2026–2028 siano improntate a equità, trasparenza e programmazione. Perché il lavoro pubblico non è una variabile di aggiustamento contabile, ma un fattore decisivo per il futuro di Taranto.
Fabio Ligonzo
Segretario aziendale CISL FP Comune di Taranto













