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Bova, “È mancata la tranquillità e anche un po’ di carattere”

"Si fa fatica ad uscire dalle situazioni difficili. D'Agostino è un lusso per la categoria, sarà sicuramente successo qualcosa con il presidente. Se il Taranto mi chiamasse tornerei a piedi"

Dario Bova, casertano classe 1984, con la maglia del Taranto nella stagione 2018/19 ha indossato la maglia rossoblu per ben 25 volte, diventando leader della difesa ionica. Lascia il calcio proprio indossando la maglia del Taranto per l’ultima volta ed ora è un direttore sportivo emergente, alla ricerca di una squadra con cui iniziare la sua nuova esperienza. Questo il suo commento sulla stagione in corso e sul momento attuale che riguarda il Taranto.

Qual è il tuo parere riguardo questa stagione abbastanza fallimentare del Taranto?

“Si direi che vista la classifica è molto fallimentare, ora però si deve cercare di salvare il salvabile e chiudere nel miglior dei modi la stagione, almeno cercando di centrare i play-off.”

Tu la scorsa stagione hai fatto parte di una squadra che fino alla fine ha lottato. Vedendola da fuori, cosa, secondo te, è mancato al Taranto di quest’anno, in confronto al tuo Taranto che ci ha creduto fino in fondo nonostante tutto?

“Quest’anno è mancata soprattutto un po’ di tranquillità per le alte aspettative iniziali, seppur ampiamente giustificate considerando la squadra che è stata costruita. Però una cosa è la squadra che fai a luglio/agosto ed un’altra lo sviluppo del campionato. Dopo le prime sconfitte è iniziata a mancare tranquillità e questa situazione non ha portato alcun beneficio alla squadra. Il cambio d’allenatore, alcuni cambi all’interno della dirigenza, sono cose che non fanno bene alla squadra. I risultati sono frutto di ciò che è successo.”

Nella scorsa stagione hai avuto modo di giocare con due calciatori, come Favetta e D’Agostino, che sono stati al centro del mercato in uscita del Taranto. Il primo ha deciso di andare via per sua scelta, il secondo invece è stato allontanato dalla società con tanto di rescissione contrattuale. Come vedi questa scelta da parte del Taranto?

“Io per quello che so e che ho avuto modo di vedere sui giornali e sui social, posso dire che per la categoria D’Agostino è un giocatore davvero fondamentale. Se è successo qualcosa tra lui e il presidente, e quest’ultimo ha voluto preservare la squadra rispetto al singolo, allora la scelta è giusta. Credo sia comunque successo qualcosa perché non ritengo il presidente una persona stupida, perciò non si sarebbe mai privato di un calciatore così importante. D’Agostino è un lusso per la categoria e avrebbe sicuramente dato una mano in più.”

Da difensore quale sei stato, come giudichi tutte le mancanze e gli errori durante la stagione in fase difesiva? Ha influito la mancanza di un vero leader?

“Domenica El Ouazni è stato molto fortunato perché la palla è capitata dopo un rimbalzo proprio dove si trovava lui. Credo che il goal del Foggia è più frutto di sfortuna che non di un errore della difesa. Per quanto riguarda il complesso, penso che squalifiche e infortuni hanno avuto modo di incidere parecchio, perché non c’è mai stata una difesa titolare e credo che la difesa sia il settore dove c’è bisogno di automatismi e conoscenza tra i giocatori. I continui cambiamenti non hanno certamente giovato alla crescita della squadra. La mancanza di un leader forse può aver inciso, anche se ho giocato con Allegrini e per me è un calciatore fortissimo, così come anche tutti gli altri. Sara mancato qualcos a livello di personalità, di carattere. Lo scorso anno c’erano diverse personalità importanti come me, Di Bari, lo stesso Stefano Manzo, ma anche Marsili o D’Agostino. Ci siamo aiutati e nelle partite difficili abbiamo provato a venir fuori al meglio. Quest’anno invece sembra che qualsiasi cosa succeda si faccia fatica ad uscirne fuori.”

A che punto sei con la pianificazione del tuo futuro?

“Io ho finito il corso da direttore sportivo a dicembre, sto girando tanto, sto cercando di conoscere quanti più calciatori possibili, perché in caso di una chiamata devo farmi trovare pronto. Per ora mi limito ad allargare le mie conoscenze, siamo in attesa di una chiamata ma penso che a giochi fatti ora sia difficile. Certamente se ne parlerà in estate.”

Se ti dovesse chiamare il Taranto, torneresti nella nuova veste di direttore sportivo?

“Parto e arrivo con due o tre giorni di ritardo, solo perché ci verrei anche a piedi a Taranto.”

Simone Pulpito

Tags: Bovaintervista
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