Non siamo un giornale politico, ma forse dovremmo iniziare ad esserlo. Abbiamo diverse domande da porre al nostro sindaco di Taranto Melucci, circa la promozione del nuovo brand Taranto Capitale di Mare, che dovrebbe coinvolgere tutti i media della città di Taranto, ma che visto il modo di agire attuale, sembra divenuto un affare per pochi intimi.
Perché diciamo questo? Lo facciamo a ragione veduta. Recentemente sono state pubblicate le sponsorizzazioni che saranno fatte ad alcune testate locali, che si occuperanno, appunto, della promozione del nuovo marchio turistico. Un aspetto che serve per rilanciare Taranto anche in vista di un evento di enorme portata come saranno i Giochi del Mediterraneo. Logico che a questo punto sono molti i dubbi che ci attanagliano. Con profondo rispetto per tutti i colleghi, vorremmo capire i criteri di queste scelte. Certamente alcune decisioni le comprendiamo e le possiamo anche condividere, altre invece ci sembrano indotte da un processo decisionale poco trasparente. Per questo vogliamo capire chi ha optato per queste decisioni e come sono state prese.
E’ nel diritto di tutti i cittadini di Taranto, visto che è stato investito del denaro pubblico, ma soprattutto è un diritto di tutte le altre testate locali che sono state estromesse. Vorremmo capire, sempre con il massimo rispetto per tutti, il perché di puntare su radio che con la nostra città c’entrano poco o nulla, ma soprattutto come il marchio Taranto verrà pubblicizzato, visto che appunto essendo un marchio non può essere visualizzato via etere. In particolare poi, perché scegliere determinate testate web a scapito di altre. La domanda sorge spontanea anche in virtù delle tematiche trattate dagli stessi e dal raggio d’azione limitato di alcuni.
Viene quindi da pensare ad essere maliziosi, che tali decisioni sono state prevalentemente politiche e subordinate allo spazio che viene dato da questo punto di vista e non alla promozione del marchio reale se ci basiamo su questi concetti appena elencati. Badate bene, la nostra testata non ha alcuna pretesa particolare, chiede solo chiarezza, visto che sono stati snobbati altri giornali che vivono sul territorio da anni, che possono donare maggiore visibilità rispetto ad alcune di quelle prescelte. Senza dimenticare che l’azienda che ha creato il marchio, oltre ad emettere una parcella piuttosto esosa, ha sede in quel di Bari e si è occupata in passato di promuovere le campagne elettorali di esponenti di parti politiche molto attinenti a quelle del sindaco Melucci. Sarebbe stato più corretto affidare il lavoro ad aziende tarantine che meglio conoscono il territorio e che avrebbero emesso fatture meno ricche.
Invitiamo nel contempo il sindaco Melucci, nonostante il periodo estivo, ad impegnarsi maggiormente sulla questione Campo B dello Iacovone, visto il rallentamento palese dei lavori e l’imminente inizio della stagione sportiva. Il Taranto ha costruito una squadra da vertice e rischia di tornare dal ritiro in città senza avere un campo dove allenarsi, visto che il manto erboso del Campo A deve essere necessariamente preservato in ottica campionato. In particolare, invitiamo il sindaco Melucci ad operazioni di marketing più oculate nel rispetto di tutti, perché su questo onestamente, riteniamo che abbia commesso degli errori grossolani lui o chi per lui.
Maurizio Mazzarella















