Dopo il caso del Bar Retró, emerge un nuovo episodio grave che riporta al centro dell’attenzione le difficoltà delle attività commerciali penalizzate dai cantieri della BRT.
In via Lago d’Arvo, al Glam Cafè, i titolari sono stati costretti a smontare a proprie spese un dehor acquistato solo tre anni fa, per un investimento pari a 27.000 euro.
Con l’avanzamento dei lavori della BRT, il dehor non potrà più essere rimontato, costringendo i proprietari a metterlo in vendita su Subito, nel tentativo di recuperare almeno parte dell’investimento, mentre da mesi si registra un calo significativo del fatturato.
La situazione appare destinata a peggiorare anche dopo la conclusione dei lavori: con l’assetto definitivo della BRT, non sarà più possibile parcheggiare davanti al locale, rendendo ancora più difficile lavorare e incidendo negativamente sull’accessibilità per la clientela.
Si tratta di un caso che non può essere considerato isolato, ma che rischia di coinvolgere intere strade e numerose attività, colpite da cantieri lunghi e fortemente impattanti.
In molte altre città italiane, di fronte a situazioni analoghe, le amministrazioni hanno previsto ristori economici, contributi a fondo perduto e misure di compensazione per tutelare le imprese danneggiate dai lavori pubblici.
A Taranto, invece, mancano risposte concrete.
«Le opere pubbliche sono necessarie – viene sottolineato – ma non possono essere realizzate scaricando interamente i costi economici su chi lavora, investe e tiene viva la città».
Da qui l’appello alle istituzioni, alle associazioni di categoria e alle forze politiche affinché si affronti con urgenza il tema del sostegno ai commercianti penalizzati dai cantieri, evitando che investimenti fatti in buona fede si trasformino in perdite irreversibili.
Si invita la stampa, le forze di opposizione e la cittadinanza a dare visibilità a queste storie, per supportare chi ha investito e creduto in questa città e per sollecitare risposte che non possono più essere rimandate.













