Nella mattinata dell’11 marzo 2026, a Castellaneta, i Carabinieri della locale Stazione hanno eseguito una misura cautelare di collocamento in comunità nei confronti di un 16enne del posto, ritenuto presunto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione.
Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale per i Minorenni di Taranto, su richiesta della Procura della Repubblica per i Minorenni di Taranto, al termine di un’articolata attività investigativa condotta dai militari della Stazione di Castellaneta in stretta collaborazione con l’autorità giudiziaria minorile.
Le indagini dopo la denuncia della madre
Le indagini hanno avuto origine dalla denuncia presentata dalla madre del giovane lo scorso mese presso il comando dell’Arma. Da quel momento i Carabinieri hanno avviato una serie di accertamenti che avrebbero permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti del ragazzo.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, negli ultimi anni il minore avrebbe tenuto comportamenti vessatori e aggressivi nei confronti della madre, caratterizzati da continue richieste di denaro, frequenti litigi e atteggiamenti violenti anche verso altri familiari.
In alcune circostanze sarebbero stati inoltre registrati danneggiamenti agli arredi e agli oggetti presenti nell’abitazione, contribuendo a generare un clima di forte tensione e paura all’interno del nucleo familiare.
Il collocamento in comunità
Gli elementi raccolti dai Carabinieri sono stati trasmessi alla magistratura minorile che ha ritenuto necessario adottare la misura cautelare del collocamento in comunità, ritenuta idonea sia a interrompere la situazione di disagio familiare sia ad avviare un percorso educativo e di recupero per il giovane.
Al termine delle formalità di rito, il 16enne è stato accompagnato dai militari presso una struttura individuata dal Centro di Giustizia Minorile di Bari, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’intervento rientra nell’impegno quotidiano dell’Arma nel contrasto ai fenomeni di violenza domestica, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità che coinvolgono minori e contesti familiari.
Si precisa che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.













