Taranto prova a costruire una nuova prospettiva industriale partendo dalle imprese del territorio. Confapi Taranto ha avviato un’iniziativa rivolta alle aziende associate e non, con l’obiettivo di riunire competenze e risorse per affrontare le conseguenze della crisi legata al ridimensionamento dello stabilimento siderurgico e, parallelamente, individuare nuove opportunità di sviluppo.
Il progetto guarda in particolare alle bonifiche, alla diversificazione economica e alla possibilità di una produzione dell’acciaio maggiormente orientata verso tecnologie green, nell’eventualità che il futuro dello stabilimento siderurgico renda necessario un nuovo modello industriale.
Secondo quanto riferito dal presidente di Confapi Taranto, Fabio Greco, sono già più di dieci le imprese che hanno manifestato la propria adesione, con un impegno finanziario complessivo che può arrivare fino a 6 milioni di euro.
Una società consortile
L’idea alla quale sta lavorando Confapi è la costituzione di una società consortile capace di mettere insieme imprese e competenze differenti.
«È un’iniziativa che stiamo lanciando proprio per farci trovare pronti nel caso anche il prossimo, ultimo pronunciamento giudiziario dovesse confermare lo stop del “cuore” del ciclo integrale dello stabilimento», spiega Greco.
Il presidente dell’associazione, che rappresenta circa 140 aziende, sottolinea la necessità di prepararsi a scenari differenti e di coinvolgere realtà imprenditoriali interessate a contribuire alla trasformazione del territorio.
L’obiettivo, spiega, sarebbe quello di favorire «sia il rilancio di Taranto sia la tanto auspicata diversificazione economica», partendo dalle bonifiche e valorizzando le competenze presenti all’interno del gruppo di imprese.
Bonifiche e acciaio green
Uno dei capitoli centrali del progetto riguarda proprio la gestione delle aree interessate dalla presenza industriale.
Per Greco, in caso di conferma dello stop dell’area a caldo, sarebbe necessario evitare che un asset industriale considerato strategico venga progressivamente svalutato. Da qui l’idea di lavorare alla possibile riqualificazione delle aree e alla realizzazione degli interventi di bonifica.
Tra gli scenari indicati dal presidente di Confapi figura anche la possibilità di sostenere progetti legati all’installazione di forni elettrici o ad altre soluzioni tecnologiche finalizzate a una produzione dell’acciaio più sostenibile.
Si tratta, nella prospettiva dell’associazione, di trasformare le bonifiche da semplice necessità ambientale in uno degli elementi di un più ampio processo di riconversione e sviluppo industriale.
La diversificazione oltre la siderurgia
Il progetto, nelle intenzioni di Confapi Taranto, non dovrebbe però concentrarsi esclusivamente sull’acciaio.
Greco richiama infatti le potenzialità di altri comparti strategici per l’economia locale, a partire dalla cantieristica navale e dal Porto di Taranto, indicati come possibili elementi trainanti di una strategia di diversificazione.
«Quando si parla di rilancio di Taranto non lo si deve intendere limitato solo ad un comparto industriale specifico», sottolinea il presidente di Confapi. L’obiettivo indicato è quello di valorizzare le diverse potenzialità del territorio e costruire una rete capace di coinvolgere più settori produttivi.
Sport e impianti dei Giochi del Mediterraneo
Nel progetto viene inoltre individuata la possibilità di aprire un confronto con la Fondazione del Mediterraneo per lo Sport, verificando eventuali forme di collaborazione.
L’idea illustrata da Greco è quella di valutare possibili nuovi modelli di gestione nel settore sportivo e contribuire alla valorizzazione degli impianti realizzati in occasione dei Giochi del Mediterraneo.
Si tratta di un ulteriore tassello di una strategia che punta a non limitare la diversificazione alla sola industria manifatturiera, ma ad ampliare il campo alle infrastrutture, allo sport e alle attività connesse.
L’appello alle imprese
L’iniziativa resta aperta. Confapi Taranto intende infatti coinvolgere non soltanto le aziende già iscritte all’associazione, ma anche altre imprese interessate a partecipare al progetto.
«Questa iniziativa viene proposta da CONFAPI alle imprese, è aperta a tutte, sia a quelle iscritte sia a quelle che non lo sono», conclude Greco. «Chiunque volesse partecipare perché ritiene che questo progetto abbia le carte in regola per costruire un futuro migliore in questo territorio e per salvaguardare le proprie aziende sarà il benvenuto».
Il progetto è dunque ancora nella fase di costruzione, ma le prime adesioni e le risorse finanziarie dichiarate da Confapi rappresentano il punto di partenza per un possibile percorso comune tra imprese, diversificazione economica, bonifiche e prospettive di riconversione industriale.















