di Domenico Ciquera
Mister Danucci, nella consueta conferenza stampa pre-gara, ha analizzato la finale playoff che i rossoblù si apprestano ad affrontare contro il Bisceglie, soffermandosi sul momento della squadra, sulla preparazione della doppia sfida e sugli aspetti chiave della gara.
Momento
«Veniamo da un periodo particolare. Io sono rientrato da circa dieci giorni e abbiamo affrontato tre gare: la prima molto complicata, perché valeva il passaggio del turno in Coppa Italia, ma ci siamo disimpegnati abbastanza bene. La seconda contro il Mola non fa molto testo dal punto di vista del risultato: era una partita abbordabile nella quale abbiamo inserito diversi calciatori per farli giocare insieme. Domenica, invece, non era una gara facile: il Galatina ha buoni calciatori».
Preparazione alla gara
«Sul supporto del pubblico avevo pochissimi dubbi: sapevo che la città ci avrebbe sostenuto in maniera massiccia. Sono contento per il tutto esaurito, ma questo rappresenta anche una responsabilità maggiore per i ragazzi. Queste partite si preparano quasi da sole: quando arrivi in finale affronti le squadre migliori. Credo che questa finale ce la siamo meritata, soprattutto dopo la vittoria contro il Brindisi. Successivamente abbiamo avuto turni più agevoli, mentre il Bisceglie ha affrontato un percorso opposto. Entrambe meritiamo di essere qui: siamo due squadre forti e ci faremo trovare pronte per una finale combattuta».
La partita
«Sono gare che si caricano da sole. È importante pensare alla doppia sfida: si gioca su 180 minuti e vincerà chi sbaglierà meno. Serviranno grande attenzione e determinazione. Giocare il ritorno fuori casa può dare un leggero vantaggio al Bisceglie, ma non è questo il problema. Entreremo in campo consapevoli di poter fare una grande partita e di portare a casa un risultato positivo contro una squadra forte».
Condizioni fisiche
«Abbiamo avuto qualche problema fisico. Nell’allenamento di oggi valuteremo meglio la situazione. Incerti ha svolto un’ecografia ed è tutto ok: ora vedremo le sue sensazioni e come risponderà dal punto di vista fisico».
Coppa
«Quando si preparano le partite di calcio bisogna considerare che sono frutto di episodi e di scelte immediate. Puoi partire con un obiettivo e nel corso della gara tutto può cambiare. Il gol fuori casa è un aspetto da tenere in considerazione, ma chiederò ai ragazzi di avere il pallino del gioco, di essere puliti e di sbagliare il meno possibile».
Fase nazionale
«La posizione attuale in campionato e il distacco dalle prime alimentano questo discorso. Ora dobbiamo pensare alla partita di domani, ma se le cose dovessero andare bene potremmo valutare anche scelte diverse, consapevoli del percorso che ci aspetta. Cercheremo di rosicchiare più punti possibile per giocarci le nostre chance anche ai playoff».
Motivazioni
«Ogni partita ha la sua storia e ogni preparazione è diversa. Contro il Brindisi eravamo un cantiere aperto e siamo stati bravi a passare il turno. Quando si incontrano squadre forti la concentrazione sale in modo naturale, è qualcosa di intrinseco. Noi cerchiamo sempre di preparare le gare con professionalità e, contro le squadre più forti, la squadra ha sempre risposto presente. Sono sicuro che lo farà anche in questa finale».
Dammacco
«È stato un calciatore voluto da me, l’avevo già allenato. Purtroppo Gaetano ha pagato la partenza in ritardo e la mancanza di una preparazione adeguata. Forse non sono stato nemmeno bravo io nel momento in cui bisognava sfruttare al massimo i giocatori a disposizione, perché cercavo certezze dal punto di vista fisico. Resta un giocatore importante a livello caratteriale: poteva fare qualcosa in più a Taranto in quel momento, ma lo ricordo con grande affetto, nonostante le sue dichiarazioni».
Preparazione personale
«Ho avuto la fortuna di affrontare molte finali. Le ho sempre preparate con maturità, cercando di essere il più lucido possibile e di mettere i miei ragazzi nelle migliori condizioni».
Giovani
«I giovani affrontano queste partite con maggiore spensieratezza e tranquillità. Sono ragazzi importanti e ognuno ha dato il proprio contributo a prescindere dall’utilizzo. Monetti ha fatto moltissimo. Il parco under si è ampliato: c’è più concorrenza e più giocatori in grado di essere titolari. Sanso mi ha stupito per maturità e carattere, l’ho visto molto coinvolto. Anche i portieri Labianca e Corallini stanno dando risposte importanti. Non ho ancora avuto modo di vedere Kirliauskas, che ha avuto un problema fisico e sta giocando con la Juniores per ritrovare la condizione. Abbiamo una batteria di under che ci permette scelte diverse e spero che chi verrà chiamato in causa faccia una grande partita».













