Vincenzino De Liguori per ogni Tarantino rimarrà “l’eroe della promozione in C1” grazie al suo tiro-cross che regalò ai rossoblu il salto di categoria. L’ex centrocampista, da un anno abilitato al ruolo di direttore sportivo, spazia tra passato e presente ponendo l’accento sulla maturità dei ragazzi di Panarelli:
“Squadra composta da uomini veri, Di Bari leader naturale in campo e fuori”
Domenica era presente allo “Iacovone” in qualità di semplice spettatore o c’è qualche contatto con la società per un possibile ruolo dirigenziale?
Mancavo da qualche tempo dallo “Iacovone” e non ho voluto perdere questo match di cartello. Ovviamente quando posso seguo il Taranto che mi è rimasto nel cuore, ma a livello professionale non ho avuto alcun contatto con i dirigenti rossoblu.
Taranto-Cerignola ha rispettato le attese o Lei si aspettava una gara diversa?
Mi aspettavo una grande partita, indipendentemente dal risultato finale e non sono rimasto deluso. Le due squadre hanno dimostrato la loro forza e si è vista la mano dei due allenatori che hanno preparato nei minimi dettagli il match. Fino al gol di Roberti è stata una partita a scacchi con le due compagini che hanno preferito studiarsi. Il Taranto ha dato una grande prova di forza e sono molto felice che l’abbia spuntata, credendoci fino alla fine grazie alla spinta del proprio pubblico.
Nel trio presente in vetta alla classifica chi vede più attrezzato per la promozione?
Mi aspettavo questo grande campionato da parte del Picerno, avendolo visto quest’estate in Coppa Italia a Caserta: hanno giocatori importanti per la categoria e non mi stupisce che al momento siano in vetta. Penso tuttavia che il Taranto abbia qualcosa in più non solo per la qualità dei calciatori in rosa, ma soprattutto per un pubblico che in Serie D pochissime squadre possono vantarsi di avere.
Taranto-De Liguori: un legame in dissolubile. Il pensiero non può che andare al magnifico gol in finale playoff contro il Rende che ci regalò la promozione. Cosa ricorda in particolare di quella stagione e soprattutto di quella partita?
Di quell’annata ho ricordi stupendi ed indelebili. Avevamo uno squadrone che fece un grande campionato nonostante il primato sia sfumato a causa di un Gallipoli schiacciasassi. Di quel Taranto-Rende ricordo che nei minuti finali eravamo distrutti, con molti compagni che avevano i crampi e la pioggia che rese tutto più difficile appesantendo il terreno. Ricordo che provai a mettere una palla in mezzo con le ultime forze che mi restavano e per fortuna andò ad insaccarsi in rete. Fu una vera liberazione e non potrò mai dimenticare il boato dello “Iacovone” che era letteralmente gremito. Spero di rivedere così tanta gente allo stadio nelle categorie che competono a questa città. Una piazza del genere merita come minimo la Serie B.
Oltre che a Taranto ha conquistato una promozione storica, portando in cadetteria la Nocerina. Qual è il segreto di Vincenzo De Liguori per vincere in piazze così calorose ed esigenti?
Chi soffre la pressione di certe piazze penso che debba cambiare mestiere. Per quanto mi riguarda avere dalla propria parte un pubblico che si entusiasma e che ha grande aspettative rappresenta un punto di forza, che deve solo portare a giocare sempre meglio. Sicuramente ci vuole grande carattere perchè ci possono essere momenti di difficoltà in cui si riceve qualche fischio o un periodo di contestazione. Ciò deve spronare a cambiare la rotta senza demoralizzarsi ed a mio parere la forza di questo Taranto sta proprio nella personalità dei propri uomini. Nella finestra di mercato invernale la squadra si è rafforzata ingaggiando un uomo spogliatoio quale Vito Di Bari. Lui conosce bene la piazza e con la sua esperienza oltre a dare un grande apporto in campo, può aiutare a mantenere compatto lo spogliatoio verso l’obiettivo finale.
Che partita sarà a Bitonto per gli uomini di Panarelli e quali insidie dovranno superare?
Sarà senza dubbio un match difficile tra due squadre che avranno le gambe pesanti, è normale che giocando infrasettimanalmente la stanchezza arriverà prima. Domenica scorsa allo Iacovone ho notato un terreno di gioco molto pesante che può penalizzare ancor di più dal punto di vista della condizione fisica il Taranto. Penso che i ragazzi debbano giocare tranquillamente e consapevoli della propria forza, pensando partita per partita. Anche se a Bitonto non saranno presenti i tifosi, i giocatori sanno di avere l’affetto del proprio tifo e potranno sfruttarlo soprattutto nelle gare casalinghe giocando con il dodicesimo uomo in campo.
Gabriele Campa














