Il nome di De Picciotto è circolato prepotentemente negli ultimi giorni. L’imprenditore, già socio del Lecce, è stato avvicinato per migliorare le sorti dello sport tarantino, dalla politica locale. Ovvio parlare di calcio, sport che gode di un bacino d’utenza più ampio. La nostra redazione lo ha contattato per sapere la sua visione un eventuale coinvolgimento nel Taranto.
Il Direttore Galigani ha chiarito la posizione del Taranto dopo la sua intervista, ha qualcosa da dire in merito?
“Personalmente mi sono interessato alla città di Taranto per vari progetti, con un occhio di riguardo anche per il lato sportivo. Quando ho parlato sia con il comune che con altre persone, vi era l’ipotesi che il presidente della squadra di calcio fosse potenzialmente pronto a intraprendere un discorso di cessione, ma aveva delle richieste. Queste comprensive di spese pregresse e una cifra di cessione, che mi è parsa non congrua per una squadra di Serie D, visto che bisogna programmare il futuro e non pensare solo a pendenze passate. Perciò mi è stata accennata una cifra, che ho ritenuto troppo alta. A queste condizioni non volevo intraprendere tale discorso. Non conosco il signor Galigani, e il Presidente Giove l’ho visto da lontano in un ristorante, perciò non c’è mai stata una trattativa. Il sindaco mi ha chiesto di dare la mia disponibilità per la squadra di pallacanestro della città, ed io l’ho fatto”.
Adesso che c’è stata una sorta di apertura ad intavolare una trattativa, manifesterà in maniera concreta la sua volontà di acquistare la società rossoblù?
“Sarebbe importante cambiare le premesse. Se vi è una richiesta secca e non si cerca di voler trovare un accordo, io non posso accettare. Ci vorrebbe un’altra formula, al momento non so se il Presidente Giove vuole un socio che acquisisca solo una quota o la maggior parte delle quote della società. Se dovessi avere tra le mani dei dati precisi in merito alla situazione economica del club, potrei seriamente pensarci, ma ci dovrebbe essere un approccio diverso”.
Se il Taranto dovesse salire di categoria De Picciotto sarebbe ancora intenzionato ad acquistare la società in futuro?
“Il bacino d’utenza di Taranto non cambia, quindi la categoria non importa. La città dei due mari merita una squadra di gran rilievo. Nella mia testa vi era l’idea di partire dalla D per puntare a qualcosa di importante con un budget preciso, ma se mi viene sparata una cifra che comprenda situazioni passate che non sono di mia conoscenza, allora la reputo non congrua. Perciò se dovesse cambiare la formula della richiesta, perché non dovrei accettarla? Anche perché i tifosi rimangono, la città in questi anni può solo migliorare dato che ha visto il peggio negli ultimi anni”.
Che ruolo ha di preciso nel Lecce calcio?
“Sono socio. Ho una delle quote più grosse e sono molto ascoltato, visto che ho più di 55 anni di esperienza nella vita aziendale. Non vogliono il posto di nessuno, ho solo dato dei consigli e dei soldi, e fino ad adesso non credo sia andata male”.
Quali sono i suoi progetti per la città dei due mari?
“Sto studiando quello che posso fare per ciò che mi compete, sia a livello alberghiero, turistico che immobiliare. Devo dire che sono stato accolto molto bene e in maniera intelligente dal Sindaco, ho trovato Taranto piacevole come ambiente”.
Cosimo Lenti












