D’AGOSTINO – “I tifosi erano giustamente attaccati a questo calciatore che ha dato tanto a questa maglia. Stefano penso che possa fare le fortune di molte squadre professionistiche, ma non si adatta al meglio a questa categoria. Penso che Taranto sia una piazza che ha bisogno di giocatori dalla mentalità operaia. La società chiarirà l’aspetto personale della faccenda, che è stato uno dei fattori che ha portato alla scelta di privarcene. Si è parlato come al solito tanto e male di questa storia. Tra il presidente e Stefano c’è stato un rapporto di grande affetto e quando c’è tanto nervosismo è normale che si possa litigare. Succede nelle migliori famiglie ed è successo anche in questo caso. L’allenatore inizlamente per la grande stima che lo lega a D’Agostino, insieme anche a tutta la rosa, non ha visto di buon occhio questa scelta. Successivamente, discutendo e ragionando sui vari aspetti che secondo noi non andavano bene, siamo arrivati ad un accordo e lo stesso Panarelli ha dato il suo assenso. Un giocatore del genere potrebbe inconsciamente condizionare allenatore e compagni di squadra, ci vogliono invece equilibri, che magari ci avrebbero fatto parlare di un campionato più soddisfacente. Purtroppo Stefano inconsciamente minava questi equilibri, perchè è un giocatore che fa notizia anche per una sola partita in panchina, veniva penalizzato in questa squadra non avendo le caratteristiche adatte al nostro progetto. Sono scelte che vanno fatte, nonostante la rabbia dei tifosi che è comprensibile. Chi viene a Taranto deve sudare la maglia, qui c’è bisogno di una mentalità operaia. Penso che Stefano in Serie C possa esprimersi molto meglio. Mi assumo tutte le responsabilità della parte tecnica di questa scelta.. Se non si troverà una sistemazione ovviamente il calciatore rimarrà qui ad allenarsi, ma non verrà reintegrato nella rosa poichè non rientra più nel progetto tecnico. Non c’è neanche bisogno di precisare che verrà pagato regolarmente come qualsiasi altro giocatore”.
RAGNO – “Abbiamo formalizzato la risoluzione del contratto di Nicola Ragno, che ringrazio per la disponibilità. Ancora una volta la famiglia Giove ha ottemperato a livello economico ai suoi doveri, trovando un accordo che fosse positivo sia per noi che per l’ex allenatore”.
EQUILIBRI – “Ho trovato un po’ di anarchia a livello generale, non solo da parte della squadra, c’era troppa libertà in tutte le figure. Solo con delle regole si potrà programmare il futuro del Taranto in maniera efficace. Quando una persona amministra il gruppo a cuore aperto, spesso questo viene frainteso. Sconfinare in settori che non sono di propria competenza, non giova alla società. I risultati sul campo sono la conseguenza di tutti i fattori organizzativi”.
CASO KOSNIC – “Abbiamo fatto un errore, dando per scontato che il tesseramento fosse andato a buon fine. Purtroppo il sistema si è bloccato ma la Federazione ha tutte le prove che il tesseramento fosse avvenuto nei tempi stabiliti. Probabilmente l’ammissione di colpe da parte loro non arriverà mai, quindi abbiamo dovuto ricorrere avie legali. Chi ha sbagliato già lo sa e non c’è bisogno di mettere ancora il dito nella piaga. Mi assumo anch’io le responsabilità su questa problematica. Il giocatore ora è in Serbia, ma la sua esclusione non è arrivata per questo argomento. Ha avuto una reazione spropositata appena arrivato, perchè era stato escluso contro la sua ex squadra. Quando poi ho provato a chiarire ha rincarato la dose ed anche avendolo portato personalmente non potevo fare “figli e figliastri”. Dovevo dare un segnale a tutto lo spogliatoio e portare credibilità, escludendolo solo per il bene del Taranto. Al momento non è a libro paga del Taranto perchè ha deciso deliberatamente di non tornare a Taranto”.
CESSIONI – “Favetta ha deciso di andar via perchè non reggeva più le pressioni della piazza. C’è stato un episodio in cui è stato fischiato mentre calciava un rigore ed ha preso la decisione di voler andarsene. Croce invece era un trasferimento da fare perchè non trovava spazio nella nostra rosa, che era troppo numerosa. Olcese è in un momento di difficoltà ma saprà dare il suo contributo. Ci abbiamo perso solo sulla carta, ma spesso calciatori meno qualitativi possono far giocare meglio la squadra nel complesso. Sorrento docet”.
PUBBLICO “Mi ha fatto male vedere lo stadio vuoto, ma le scelte vanno sempre rispettate. Ci impegneremo per riportarli allo stadio. Penso di aver trovato il peggior clima della mia carriera e sicuramente è da attribuire alle tante delusioni arrivate in questi anni. Gli obiettivi però vanno raggiunti insieme, nessuno preso singolarmente può vincere un campionato. Se non c’è unità di intenti si può solo parlare senza fare passi in avanti. Qualora i tifosi volessero avere un confronto civile mi attiverò per risanare questa frattura. La piazza di Taranto è croce e delizia, la tifoseria deve essere lo stimolo per far arrivare qui calciatori importanti. Avendo uno zio di Taranto ho assistito tanti anni fa ad una partita con lo stadio pieno, fu incredibile”.
INSULTI – “La Curva non c’entra, anche perchè non erano presenti allo stadio. Penso che una persona normale non penserebbe mai di pronunciare certi insulti o non augurerebbe mai le malattie che mi hanno augurato, specialmente in questa città. Ognuno ha la propria visione, ma non ammetto certe ingiurie e certe vessazioni. E’ brutto sentirsi dire certe cose, mi fanno male ma allo stesso tempo mi danno tanta carica. Sentire i bambini che ripetevano le ingiurie dette dai genitori è stato straziante, perchè a Taranto io un giorno non ci sarò più ma questi bambini cresceranno con queste idee sbagliatissime”.
STAMPA – “Non è corretto da parte di qualche pseudo-giornalista estrapolare le mie parole per poi decontestualizzarle e riassemblarle a proprio piacimento. La gente è già esasperata e se in un momento così delicato si elaborano certi articoli, quasi al limite del terrorismo, solo per guadagnare qualche click non va bene. Una persona che dice di essere professionista deve dimostrarlo, scrivendo cose vere e non quello che gli passa per la testa. Questi siti hanno rovinato la comunicazione. La volontà di dare una notizia prima di un sito concorrente spesso non fa verificare le fonti e si scrivono cose errate e non veritiere”.
MERCATO – “Dobbiamo individuare dei giovani calciatori che potranno servirci anche per la prossima stagione. Ci sarà la necessità di ricercare già qualche 2002 che dall’anno prossimo sarà obbligatorio. Dobbiamo cercarli anche in casa nostra, ne abbiamo diversi promettenti nella Juniores. Attualmente abbiamo preso due ragazzi validi (Avantaggiato e Petrucci n.d.r.), che vanno a rimpinguare il comparto under che non era completo. L’attacco secondo me va perfezionato a livello numerico, ma non mi piacciono i grandi nomi. Voglio piuttosto gente che abbia il piacere di sudare quella maglia. Sow ci è stato proposto ed avevamo quasi trovato l’accordo, ma non vogliamo acquistare giocatori senza essere assolutamente convinti del loro valore. Vogliamo un giocatore consolidato e funzionale per il nostro sistema di gioco”.
PROSIEGUO DEL CAMPIONATO – “Fare proclami è inutile. Voglio pensare partita per partita, sicuramente c’è curiosità nel capire dove potrà arrivare questa squadra e vedere il suo vero valore. Se la squadra lavorerà con umiltà può dare soddisfazioni, devono gettare il cuore oltre l’ostacolo. Fino ad ora è mancata l’umiltà nell’approcciarsi a questa categoria”.
Gabriele Campa














