Una lettera formale, articolata e fondata sui principali riferimenti normativi della governance calcistica internazionale. È quella che l’avvocato internazionale Giovanni Di Stefano, principal dello Studio Legale Internazionale, ha indirizzato il 2 agosto 2026 al presidente della FIFA Gianni Infantino, con l’obiettivo di esprimere un parere giuridico sulla posizione istituzionale del numero uno della federazione mondiale e sulle responsabilità che derivano dal suo incarico.
Il documento, inviato sia tramite posta elettronica sia con raccomandata alla sede della FIFA di Zurigo, affronta un tema preciso: secondo Di Stefano, il presidente della FIFA non solo può, ma è giuridicamente tenuto a prendere in considerazione qualsiasi proposta che possa contribuire allo sviluppo del calcio mondiale, indipendentemente dalle pressioni provenienti da soggetti politici, confederazioni, federazioni affiliate o altri portatori di interesse.
Secondo l’avvocato, l’eventuale decisione di esaminare una proposta non costituisce in alcun modo un’approvazione preventiva del suo contenuto, bensì rappresenta l’adempimento di un preciso dovere previsto dallo Statuto della FIFA.

Il richiamo allo Statuto FIFA
Nel proprio parere, Di Stefano richiama innanzitutto l’articolo 35 dello Statuto FIFA, soffermandosi sul secondo comma, secondo il quale il presidente deve promuovere un’immagine positiva della federazione e garantire che missione, indirizzo strategico, politiche e valori della FIFA siano protetti e sviluppati.
Per il giurista, proprio l’utilizzo delle espressioni “proteggere” e “sviluppare” attribuisce al presidente un obbligo permanente di esercitare una leadership attiva, promuovendo iniziative ritenute utili alla crescita del calcio mondiale.
Non meno rilevante, secondo la ricostruzione proposta nella lettera, è il successivo comma dello stesso articolo, che attribuisce al presidente il compito di mantenere e sviluppare buoni rapporti tra FIFA, confederazioni continentali, federazioni nazionali, organismi politici e organizzazioni internazionali.
Un passaggio che, nell’interpretazione di Di Stefano, dimostra come il presidente debba dialogare con molteplici interlocutori, preservando però sempre l’autonomia dell’istituzione calcistica.
Anche il Regolamento di Governance conferma questi obblighi
La lettera richiama inoltre l’articolo 14 del FIFA Governance Regulations, che attribuisce al presidente il compito di garantire il perseguimento degli obiettivi statutari della federazione e di promuovere valori quali integrità, etica, fair play, diritti umani, solidarietà e sviluppo del calcio a livello globale.
Secondo l’avvocato internazionale, dalla lettura coordinata di Statuto e Regolamento emerge un principio preciso: il presidente della FIFA ha il dovere istituzionale di ricevere, analizzare e valutare ogni proposta che possa, almeno potenzialmente, contribuire allo sviluppo del calcio.
Nella lettera viene evidenziato come nessuna disposizione statutaria imponga al presidente di rifiutare a priori una proposta esclusivamente perché osteggiata da alcune federazioni, confederazioni o altri soggetti interessati.

«Valutare una proposta non significa approvarla»
Uno dei concetti centrali dell’analisi di Di Stefano riguarda proprio la distinzione tra valutazione e approvazione.
Secondo il legale, esaminare un progetto rappresenta un passaggio preliminare indispensabile del processo decisionale e costituisce parte integrante dei doveri istituzionali del presidente.
L’eventuale approvazione o bocciatura di una proposta, sottolinea, spetta successivamente agli organi competenti della FIFA, secondo le procedure previste dallo Statuto.
Per questo motivo, aggiunge, non sarebbe corretto sostenere che il semplice fatto di prendere in esame un’iniziativa possa rappresentare una violazione delle norme federali.
«Infantino non ha fatto nulla di sbagliato»
Nel documento emerge con chiarezza anche la posizione personale dell’avvocato Giovanni Di Stefano.
Secondo il giurista, Gianni Infantino non avrebbe commesso alcuna violazione delle norme FIFA, poiché il suo ruolo gli impone proprio di prendere in considerazione tutte le proposte che possano riguardare lo sviluppo del calcio.
Per Di Stefano, il presidente della federazione internazionale è obbligato, in forza dello Statuto e del Regolamento di Governance, a valutare ogni iniziativa, sia essa condivisa o contestata, lasciando poi agli organi competenti il compito di pronunciarsi nel merito.
Da qui la conclusione espressa nella lettera: eventuali critiche nei confronti del presidente per il solo fatto di aver preso in esame determinate proposte non troverebbero fondamento nelle norme costituzionali della FIFA.
Le pressioni politiche e l’indipendenza del presidente
Un’altra parte significativa della lettera affronta il tema dell’indipendenza dell’ufficio presidenziale.
Di Stefano osserva che un’eventuale campagna volta a ottenere le dimissioni del presidente non per comprovati illeciti o incapacità, ma semplicemente per aver deciso di valutare proposte legittimamente sottoponibili all’attenzione della FIFA, rischierebbe di assumere una connotazione più politica che professionale.
Una simile percezione, secondo il legale, potrebbe incidere negativamente sulla credibilità della governance della federazione e sull’indipendenza della figura del presidente eletto.
Per questo motivo, nella parte conclusiva del documento, Di Stefano invita Infantino a continuare a esercitare il proprio giudizio in piena autonomia, senza lasciarsi influenzare da pressioni esterne, mantenendo fede alle responsabilità attribuitegli dallo Statuto FIFA.

Il precedente del 2011: l’invito della FIFA
Nella stessa lettera, Giovanni Di Stefano ricorda anche un episodio risalente al 2011, quando, durante la presidenza del predecessore di Infantino, ricevette un invito dalla FIFA ad entrare a far parte di uno dei propri organismi giudiziari.
L’avvocato precisa però di non aver potuto accettare quell’opportunità a causa dei numerosi impegni professionali, che non gli avrebbero consentito di dedicare il tempo necessario all’incarico.
A supporto di tale ricostruzione viene richiamata anche una comunicazione ufficiale datata 20 giugno 2011, firmata dall’allora direttore degli Affari Legali della FIFA, Marco Villiger.
Nella lettera, la federazione ringraziava Di Stefano per le osservazioni trasmesse in materia di diritto sportivo, definendole di particolare interesse, e gli manifestava l’intenzione di valutare una sua eventuale candidatura quale componente di uno degli organi giudiziari della FIFA, nello specifico il Comitato Disciplinare, il Comitato d’Appello o il Comitato Etico.
La FIFA invitava quindi il legale a trasmettere il proprio curriculum vitae per consentire una valutazione approfondita e l’eventuale avvio del successivo iter di selezione.
Secondo quanto riferisce oggi Di Stefano, quell’opportunità non ebbe seguito esclusivamente per ragioni professionali, che gli impedirono di assumere un incarico di tale rilievo all’interno della struttura federale internazionale.
Un parere giuridico a tutela della governance FIFA
La lettera si conclude precisando che il documento rappresenta esclusivamente un’opinione giuridica formulata nell’interesse della corretta applicazione dello Statuto FIFA e della tutela dell’integrità costituzionale della federazione.
Per Giovanni Di Stefano, il presidente della FIFA deve continuare a esercitare le proprie funzioni con indipendenza, esaminando ogni proposta ritenuta legittima e potenzialmente utile allo sviluppo del calcio mondiale, senza che il semplice atto della valutazione possa essere interpretato come una violazione delle norme federali o come motivo di contestazione personale.














