GiornaleRossoBlu.it è in rete da poco più di due mesi, è giuridicamente testata giornalistica dallo scorso 26 settembre ed ha raccolto già un folto numero di consensi. Nonostante chi scrive abbia sempre collezionato buoni voti in matematica nella propria carriera scolastica, la nascita di questo giornale non ha mai avuto i numeri come fine primario, ma l’essenza della materia giornalistica. Eppure, in questo momento, proprio i numeri confortano e supportano il lavoro di una redazione che si è unita nel corso del mese di settembre, ed è già diventata un gruppo solido e professionale, formato dal giusto mix di esperienza e gioventù, come conviene ad una formazione vincente. Dicevamo, proprio i numeri ci confortano, perché sono importanti ma, per non risultare presuntuosi, non li mostriamo, poiché rappresentano un fattore privato.
Certamente, sono tanti gli attestati di stima che stiamo raccogliendo in questi giorni, tra addetti ai lavori e lettori. Ci sono anche delle critiche ed è giusto che ci siano, perché laddove sarà possibile cercheremo di crescere. Dall’altro lato, però, ci sono le continue offese, le aggressioni verbali in luogo pubblico, le diffamazioni ed i dispetti, che dal lecito ormai rasentano l’illecito. Qualche volta ci siamo divertiti, qualche volta siamo rimasti indifferenti, certamente non ci hanno mai scalfito, semmai fortificato: coloro che hanno deciso di attaccarci costantemente, non hanno capito che di fronte avevano un gruppo duro a morire. Non l’abbiamo fatto in passato e non lo faremo adesso. Non risponderemo mai alle bassezze di un manipolo di cialtroni che vive nelle proprie frustrazioni e che, probabilmente, non si aspettava la crescita esponenziale del nostro progetto il quale, tra l’altro, gode di una partnership importante come quella con la testata web Blunote.it, che valutiamo non abbia grossi paragoni in giro per la rete.
Qualcuno che osa dare lezioni di giornalismo dimentica una serie di fattori. Ovvero che il giornalista deve burocraticamente seguire una condotta impeccabilmente professionale; che il giornalismo non deve essere un passatempo; che legalmente, chi è pubblicista può possedere un altro lavoro, certificando attraverso gli enti previdenziali la propria attività. Altro aspetto è la Formazione Costante. Ogni operatore dell’informazione è obbligato ad aggiornarsi attraverso i corsi messi a disposizione dall’Ordine, procedura che per molti iscritti sembra rappresentare un particolare, ma che invece è determinante: lo dimostra il costante monitoraggio da parte del Consiglio di Disciplina.
Il dilettantismo però in certi casi dilaga, tanto che vengono snobbate tutte le missive dell’Ordine circa la “responsabilità di stampa”, in particolare quella divulgata lo scorso 7 settembre, in cui si rimarcava l’emergenza deontologica sul web. Nonostante richieste di facciata per una stretta di mano virtuale, avvenute attraverso terzi e, probabilmente, innescate da una sorta di “paura” di perdere quei diritti sui quali la nostra parola non ha mai influito, recentemente la nostra redazione ha continuato a subire precisi attacchi vigliacchi. Potremmo rispondere ma, essendo professionisti, non ci abbasseremo al livello di chi si è reso ormai ridicolo con le proprie mani, comprendendo che il nostro successo crea invidia fra coloro che ci augurano il male.
Per questo, come da regolamento giornalistico ed in base alla giurisprudenza italiana, segnaleremo ogni infrazione agli organi competenti ed al Consiglio di Disciplina dell’Ordine dei Giornalisti, avvalendoci del supporto del nostro consulente legale avv. Fabio Riezzo, a cui dovranno da questo momento rivolgersi tutti coloro che cercano un contatto con la nostra testata per risolvere le varie questioni emerse in questi giorni. Da professionisti dell’informazione abbiamo una deontologia da seguire e chi non la rispetta ne pagherà prima o poi le conseguenze. Abbiamo una missione: informare correttamente. Se dobbiamo dare spettacolo, lo faremo nelle sedi opportune, non certo sul web, poiché i nostri lettori meritano esclusivamente un’informazione sana, senza essere coinvolti in beghe da bar, aizzate da iene affamate che sputano inchiostro sulla vita altrui. Buona lettura.
Maurizio Mazzarella













