Il pagamento dei crediti maturati dalle imprese dell’indotto dell’ex Ilva non sarà bloccato. È quanto emerge dalle rassicurazioni fornite dal Governo in merito al decreto-legge che ha confermato lo stanziamento di 100 milioni di euro destinato allo stabilimento siderurgico.
I chiarimenti dell’Esecutivo puntano a fugare i timori manifestati nelle ultime ore dalle numerose aziende dell’indotto che vantano crediti per le attività svolte a favore dello stabilimento.
Una precisazione accolta con favore da Confapi Taranto, che prende atto delle rassicurazioni e sottolinea l’importanza di aver chiarito un aspetto che avrebbe potuto aggiungere ulteriori difficoltà a una situazione già complessa per le imprese del territorio.
“Apprezziamo i chiarimenti forniti dal Governo sui pagamenti alle imprese dell’indotto – dichiara il presidente di Confapi Taranto, Fabio Greco –. Era importante poter avere delle delucidazioni su una questione che rischiava di rendere ancor più tesa la difficile situazione che si sta vivendo”.
Disponibilità al confronto con i commissari
Confapi Taranto manifesta inoltre la disponibilità delle aziende dell’indotto a confrontarsi direttamente con i commissari per definire i prossimi passaggi.
“Desidero anticipare che le aziende si rendono sin da subito disponibili ad incontrare i Commissari – prosegue Greco – per definire non solo ogni passaggio che riguarda l’aspetto relativo al soddisfacimento dei crediti, ma anche per capire, dopo le prossime decisioni dei giudici, come comportarsi in caso o di prosecuzione delle manutenzioni degli impianti o della loro messa in sicurezza”.
Il confronto, nelle intenzioni dell’associazione, dovrà quindi riguardare sia le modalità e i tempi per il soddisfacimento dei crediti delle imprese, sia gli scenari operativi che potrebbero delinearsi dopo le decisioni della magistratura.
Per le aziende dell’indotto tarantino, la conferma che lo stanziamento previsto dal decreto non comporterà il blocco dei pagamenti rappresenta un elemento di chiarezza in una fase ancora caratterizzata da forte incertezza sul futuro degli impianti e sulle attività connesse allo stabilimento.















