«Il ministro aveva annunciato la presentazione di un piano per alzare il livello di sicurezza del lavoro, ma sulle risorse necessarie per attuarlo non è stato detto nulla». È il giudizio del segretario generale della FIOM-CGIL di Taranto, Francesco Brigati, al termine dell’incontro sulla sicurezza che si è svolto nello stabilimento siderurgico Acciaierie d’Italia di Taranto, ex ILVA.
Alla riunione hanno partecipato rappresentanti aziendali e funzionari del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Per il sindacato l’incontro rappresenta un primo passo, ma restano molte questioni aperte.
La richiesta di interventi strutturali
Secondo Brigati è necessario affrontare in modo strutturato le cause degli incidenti avvenuti negli ultimi mesi.
«Abbiamo ribadito la richiesta di costituire gruppi di lavoro e comitati di stabilimento area per area – spiega il segretario Fiom – una proposta avanzata da tempo dalle organizzazioni sindacali e oggi ripresa dall’azienda. Ma non basta: servono impegni concreti e verificabili».
Il sindacato ha inoltre richiamato l’attenzione sugli impegni già assunti dalla ministra Marina Calderone, in particolare sul numero dei lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni nelle attività di manutenzione e sul fenomeno del dumping contrattuale negli appalti.
Il nodo del dumping contrattuale
Durante l’incontro la Fiom ha riproposto la denuncia sul dumping contrattuale presentata nel 2021.
«Ci è stato assicurato un focus specifico su questo tema – spiega Brigati – che riguarda sicurezza, sorveglianza sanitaria e formazione dei lavoratori, elementi collegati anche alla classificazione tramite codice Ateco e alle tariffe assicurative dell’INAIL. È una nostra rivendicazione storica e rappresenta un passo avanti».
Per quanto riguarda la cassa integrazione dei lavoratori della manutenzione, l’azienda ha aperto a un confronto con le RSU di stabilimento.
Impianti e manutenzione
Il sindacato ha inoltre chiesto interventi immediati sulle condizioni degli impianti.
«Ci sono oltre 60 chilometri di nastri trasportatori sui quali i lavoratori effettuano ispezioni e manutenzioni – sottolinea Brigati –. Abbiamo chiesto verifiche strutturali su camminamenti, altezze e piani di calpestio. Alcune ispezioni sono già iniziate, ma serve un piano organico».
Tra le priorità indicate dalla Fiom anche la riattivazione dell’impianto di granulazione, considerato fondamentale per la sicurezza degli impianti siderurgici.
«L’assenza della granulazione – ricorda Brigati – può generare emissioni diffuse e rischi di esplosioni in acciaieria. Lo chiediamo dal 2014, da quando l’impianto fu fermato per un’ordinanza del sindaco».
Amianto e controlli
Altro tema centrale riguarda il monitoraggio e la rimozione dell’amianto all’interno dello stabilimento. Il sindacato chiede un piano aggiornato e condiviso con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, oltre a ispezioni congiunte anche con lo SPeSAL.
“Senza risorse la sicurezza non si fa”
Per Brigati la questione decisiva resta quella delle risorse economiche.
«Lo abbiamo detto chiaramente al Ministero del Lavoro: senza risorse non si garantisce la messa in sicurezza degli impianti. È necessario sapere quali investimenti si intendono fare e con quali tempi, condividendoli con le organizzazioni sindacali».
Il prossimo incontro è già fissato per il 24 marzo a Taranto, mentre la Fiom chiede che il confronto si concluda con un tavolo istituzionale al Ministero del Lavoro a Roma.
«Il nostro giudizio è a metà – conclude Brigati –: ci sono impegni, ma mancano risposte decisive. Servono risorse e interventi immediati per affrontare la complessità di uno stabilimento che paga anni di mancata manutenzione. La sicurezza non può più aspettare».













