“La tempesta perfetta si sta scatenando su Taranto e il Governo Meloni ci ha messo la firma. Oltre ogni tautologia, come le tante che stiamo sentendo da Urso in questi giorni, la politica deve restare unita dal lato dei lavoratori dell’indotto ex Ilva di Taranto, perché la notizia della cessazione delle attività di Semat — storica azienda dell’appalto che si occupa della manutenzione interna allo stabilimento — fa letteralmente tremare la città.
Il M5S, sotto il profilo occupazionale così come sotto quello sanitario e ambientale, non intende arretrare di un millimetro. Repetita iuvant: ricordiamo ancora una volta al Governo Meloni che è stato malamente stracciato un emendamento del M5S, a mia prima firma, alla Legge annuale sulle PMI, con il quale si proponeva l’istituzione di un fondo da 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027, finalizzato a sostenere le piccole e medie imprese dell’indotto delle grandi aziende in crisi — come l’ex Ilva — e ad estendere loro la CIGS.
Sono anni che chiediamo di tutelare i livelli occupazionali e di smettere di bruciare soldi pubblici senza un piano industriale che salvaguardi ambiente, salute e lavoro. Ma dal Governo Meloni è arrivata solo la scelta di proseguire con la produzione a carbone per altri 12 anni, grazie al rinnovo dell’AIA.
Ci tengo a ribadirlo a gran voce: gli operai, i lavoratori, devono sapere che il MoVimento 5 Stelle è presente ed è pronto ad ascoltarli. Nessuno deve rimanere indietro e nessun lavoratore del siderurgico o dell’indotto deve essere abbandonato dallo Stato e dalle istituzioni.
Continueremo, a ogni livello istituzionale, a fare del nostro meglio per garantire un futuro dignitoso a chi chiede un lavoro pulito e onesto, prevenendo la bomba sociale che deriverebbe da un collasso simultaneo della filiera siderurgica, dovuto all’incompetenza conclamata del pericoloso duo Meloni–Urso.”
Lo afferma in un comunicato stampa il senatore Mario Turco, Vicepresidente del M5S, Coordinatore del Comitato Economia, Lavoro e Impresa del MoVimento, e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo.













