«Se i commissari straordinari dell’ex Ilva stimano in circa 7 miliardi di euro i danni arrecati agli impianti dalla precedente gestione del sito siderurgico da parte di ArcelorMittal — periodo che ha visto anche l’attuale Governo esercitare responsabilità di indirizzo e controllo per oltre un anno — allora il ministro Urso deve assumere una conseguente responsabilità politica e finanziaria, mettendo sul tavolo le stesse risorse per garantire la messa in sicurezza degli impianti e il risarcimento dei danni subiti dal territorio e dai cittadini di Taranto».
È quanto afferma Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, in una nota diffusa nelle scorse ore.
«Dopo anni di gestione straordinaria e interventi emergenziali — prosegue Turco — la situazione dello stabilimento resta gravemente critica. La sicurezza dei lavoratori continua a essere compromessa, come dimostrano i tragici eventi verificatisi anche di recente, mentre la popolazione è ancora esposta a un carico ambientale che non può essere considerato accettabile».
Secondo l’esponente pentastellato, è ormai evidente che non sia più sufficiente limitarsi a difendere la continuità produttiva: «La priorità deve essere la messa in sicurezza del sito, l’avvio effettivo delle bonifiche, la chiusura delle fonti inquinanti e la definizione di un serio percorso di riconversione economica, sociale e culturale dell’intero territorio».
«Se si riconosce l’entità dei danni accumulati nel tempo — conclude Turco — occorrono scelte coerenti, risorse certe e un cambio di paradigma. Questo è l’unico futuro credibile per Taranto».













