Grinta, personalità e capacità di trovare la le rete con discreta continuità. Tutto questo unito a una discreta dose di personalità. Quest’anno per il secondo anno consecutivo è stato capitano del Fasano di mister Giuseppe Laterza che tanto bene ha fatto in campionato soprattutto nella prima parte di stagione centrando anche la finale di Coppa Italia. Parliamo del centrocampista argentino di Buenos Ares Facundo Ganci, classe ’88 che ai nostri microfoni ci ha raccontato il suo momento attuale, parlandoci delle sue stagioni a Fasano con uno sguardo al futuro, ancora da decifrare.
Lockdown: ”Per fortuna questo momento sta passando, non è stato facile rimanere a casa soprattutto per la mia famiglia. Però non ci possiamo lamentare soprattutto perché la società ha dimostrato come sempre grande attenzione nei nostri confronti, non ci ha fatto mancare nulla, ci sono giunti persino dei buoni pasto messi a disposizione dal comune di Fasano. Con gli stipendi siamo bloccati a fine febbraio ma non ci è mancato nulla. Del calcio mi manca tutto, il campo lo spogliatoio e la partita la domenica. Senza calcio le domeniche non passano mai. É vero che la serie D è l’unica categoria che non ripartirà e per noi che viviamo di questo è duro da accettare ma bisogna anche riconoscere che in D quasi nessuno ha le strutture per rispettare i protocolli. Io preferisco aspettare adesso e sistemare le cose ripartendo a settembre.”
annata a Fasano: ”Nel girone di andata eravamo quasi sempre in testa, poi è subentrata la Coppa Italia e in un momento ricco di infortuni e squalifiche abbiamo pagato un calo fisiologico. Abbiamo dovuto far fronte agli infortuni di Corvino, Prinari e Gonzalez che ha giocato con la pubalgia. Con la coppa ci siamo distratti dal campionato perché la finale di coppa Italia per noi sarebbe stata ed è un risultato storico a cui la società tiene molto. C’è anche da dire che il campionato era comunque difficile, con tante squadre attrezzate per far bene come Cerignola, Foggia, Taranto e Bitonto che poi sono venute fuori recuperando posizioni. Ora speriamo di poter giocare questa finale, sarebbe bello, vediamo quando si tornerà a giocare e se la squadra sarà tutta al completo considerando le dinamiche del mercato. Sarebbe comunque una grande soddisfazione per i tifosi e la società. Con Serri quest’anno ci siamo divisi la fascia di capitano e per me sarebbe un onore vincere la coppa.”
argentini con la garra: “Nella rosa del Fasano siamo cinque argentini. Qualcuno dice che i calciatori sudamericani abbiano spiccate doti di professionalità, grinta e un carattere forte. A me non piace fare un paragone con i miei colleghi italiani perché ce ne sono tanti che si allenano e giocano con professionalità, magari noi abbiamo nella nostra indole quella fame che deriva dalle sofferenze patite in Argentina. Noi siamo qui per lavorare e dare il massimo.”
Taranto grossa squadra: “Sulla carta quest’anno il Taranto era la squadra più forte in assoluto. Quando sentivo i nomi dei calciatori che stava prendendo il Taranto sono rimasto impressionato e credevo che avrebbe vinto a mani basse il campionato. È difficile dire dall’esterno cosa non sia andato nel Taranto. Di sicuro con Ragno partiva con i favori del pronostico ma ci devono essere stati dei problemi interni. Spesso le squadre che vincono i campionati non sono le più forti a livello qualitativo ma quelle che hanno il gruppo migliore e che sanno compattarsi. Quando abbiamo vinto in Eccellenza due anni fa c’erano Casarano e Bitonto più forti di noi ma noi con il gruppo e la capacità del mister abbiamo vinto il campionato. Per vincere il campionato ci vogliono tante componenti e non solo calciatori top. È necessario avere anche i gregari in rosa per affrontare un campionato. Io che li ho affrontati so che il Taranto aveva calciatori fortissimi come Genchi, Matute, Guaita. Poi c’è anche la capacità di allenatore e ds di allestire un bel gruppo.”
Taranto piazza importante: “Ho giocato contro il Taranto allo Iacovone e so cosa vuol dire. Per me giocare a Taranto sarebbe di certo importante; sono argentino e tifoso del Boca Juniors, mi piacciono i campi caldi, le situazioni con tifoserie calde come quella del Taranto mi galvanizzano. Ho bisogno di sentire la presenza della gente e anche se arrivano fischi dagli spalti non risento di questo. Ripeto, in Argentina è così in tutte le categorie, ho giocato in serie C argentina e per noi sono situazioni normali. Non mi piace invece giocare nelle piazze piccole come alcune del nostro girone.”
Valuto il futuro: “ A trentuno anni mi sento pronto e maturo al punto giusto per affrontare qualsiasi esperienza. Atleticamente sto bene, mi sono sempre allenato e tutt’ora non mi fermo. Mi sento meglio adesso che cinque anni fa. Del Taranto non ho sentito nessuno. Ho il contratto fino alla fine di questo mese ma già qualcosa si sta muovendo, deciderò con la società e il mister in questi giorni. Ho sentito che il mister è stato accostato al Taranto, io credo che spetti a lui decidere ma ritengo che sia pronto anche lui per una piazza importante. É un allenatore che ha delle capacità e merita di fare un salto di qualità, cura tutti i dettagli ed è bravo a gestire il gruppo anche fuori dal campo, è il migliore che ho trovato in Italia.”
Andrea Loiacono












