Mattia Faraoni firma un’altra impresa nella storia moderna della kickboxing italiana. Davanti a circa 2.000 spettatori, nel centro tecnico federale FIJLKAM di Ostia, il campione romano difende con autorità il titolo mondiale ISKA dei cruiserweight (fino a 95 kg), mettendo a segno un K.O. lampo alla prima ripresa con uno spinning heel kick perfettamente calibrato alla testa del giapponese Akira Jr. Umemura. Un colpo eseguito dopo poco più di 70 secondi che chiude il match e incendia l’arena lidense, sancendo il trionfo del portacolori capitolino nel main event di Oktagon Roma 2025.
L’incontro, presentato come una delle sfide più attese della 29ª edizione di Oktagon (organizzata da Opes con il supporto tecnico di Fight1 e del presidente Carlo Di Blasi), vedeva Faraoni alla quarta difesa consecutiva della cintura contro un avversario noto nel circuito giapponese K-1 per potenza, ritmo e capacità di pressione. Dopo un avvio in cui Umemura tenta di imporre i low kick e accorciare la distanza, Faraoni gestisce con lucidità ogni fase, mostrando mobilità, freddezza e pieno controllo del ring.
La conclusione è una perla tecnica: un’esecuzione rapida e chirurgica che rende superflua qualunque analisi successiva. Umemura crolla al tappeto, l’arbitro decreta il K.O. e il pubblico esplode in un’ovazione senza precedenti.
La prestazione del PalaPellicone conferma la superiorità e la maturità agonistica di Faraoni. Potenza, tecnica e la capacità di cogliere l’attimo lo proiettano tra i nomi più credibili della scena mondiale.
Con questa vittoria, Faraoni conquista ufficialmente l’accesso al K-1 World Grand Prix 2026, la massima vetrina globale della kickboxing, dove affronterà i campioni delle principali promotion asiatiche ed europee. Un passo decisivo verso la consacrazione internazionale.
Il successo di Oktagon Roma 2025 — otto KO in card, incluso quello del romano — rinsalda l’interesse per la kickboxing italiana: sold out, atmosfera elettrica e una produzione scenica da grande evento, impreziosita dal “cameo” di Luca Ward che ha introdotto l’ingresso di Faraoni con un passaggio cult da Il Gladiatore. Un ritorno in grande stile nella Capitale che conferma la crescita del movimento.
Faraoni, ormai simbolo della disciplina in Italia, traccia il nuovo corso con chiarezza: la strada verso Tokyo è aperta e l’obiettivo è portare la kickboxing italiana ai vertici mondiali del K-1.














