RASSEGNA STAMPA DEL 24 AGOSTO 2023 – IL QUOTIDIANO
di Domenico Palmiotti
Subito dopo Ferragosto aveva detto che superati i giorni di pausa (si veda Quotidiano del 19 agosto) avrebbe messo in calendario gli incontri con i sindaci di Taranto, Brindisi e Lecce e col presidente dell’Autorità portuale di Taranto, partendo ovviamente dal primo cittadino di Taranto essendo questa la città sede dei Giochi del Mediterraneo di giugno 2026.
Ieri il commissario Massimo Ferrarese ha fissato la data del confronto con Rinaldo Melucci: il 28 agosto, alle 15, negli uffici della Camera di Commercio. Qui il commissario ha infatti la propria sede. Sarà quello, si spera, il momento del chiarimento dopo le lettere che Ferrarese e Melucci si sono scambiati negli ultimi giorni.
Nella lettera inviata ieri al sindaco – e che risponde ad una di Melucci di lunedi scorso -, il commissario di Governo ribadisce lo stato arretrato in cui sono gli interventi relativi agli impianti sportivi di Taranto e dice che questo «rafforza il convincimento già espresso: il ritardo accumulato rende di difficile attuazione alcuni interventi proposti».
Ferrarese è duro con Melucci.
Anzitutto afferma che solo dalla lettera del 21 agosto del sindaco «ha avuto la possibilità di acquisire un quadro conoscitivo più o meno completo delle attività poste in essere dalla Sua Amministrazione quale soggetto attuatore degli interventi». E cosa vien fuori? «Proprio tali dati confermano ed aggravano ancor più la forte preoccupazione per il ritardo maturato nel rispetto agli impegni assunti, come riepilogato nel programma di interventi strutturali del 14.12.2022 a firma del DG del Comitato organizzatore Ta 2026. Preoccupazione, peraltro, rappresentata in più occasioni, sin dall’insediamento del sottoscritto nella qualità di com missario straordinario». Sinora non c’è stata collaborazione, scrive Ferrarese a Melucci. Perché qualora l’amministrazione comunale «avesse sin da subito palesato le gravi difficoltà a rispettare gli impegni assunti con il masterplan, evitando inutili posizioni ostruzionistiche, sarebbe stato possibile, invece, nell’immediato e con spirito di collaborazione, avviare senza indugio tutte le iniziative necessarie per il recupero del ritardo maturato». Ancor più forte il successivo passaggio della lettera del commissario al sindaco quando dice che dalla lettera del 21 agosto «emerge, con chiarezza, l’assenza di consapevolezza delle responsabilità che gravano sulla Sua Amministrazione, che ha impedito ed impedisce al sottoscritto di adempiere al rispetto degli impegni assunti all’atto della nomina, in particolare al termine assegnato per la riproposizione del masterplan». Masterplan che Ferrarese aggiornerà a breve, non appena i Comuni avranno completato il loro lavoro e indicato la stima aggiornata dei costi degli impianti, visto che per l’aumento generale dei materiali da costruzione si calcola un rincaro del 30 per cento rispetto alle previsioni iniziali (la piscina olimpionica di Taranto, per esempio, è passata da 24 a più di 30 milioni), e che per i Glochi adesso servono almeno altri 150 milioni in aggiunta al 150 deliberati. Dei 150, 100 sono per le opere e 50 per la gestione dell’evento, quest’ultima al momento priva di risorse. che sono invece solo sugli impianti. Ferrarese dice a Melucci, con riferimento alle ultime prese di posizione del sindaco, che «sarebbe stato più utile collaborare e non ribaltare responsabilità o oneri al sottoscritto, rammentando le attività delegate in sede di nomina». Passaggio, questo, riferito proprio all’ultima lettera dove Melucci rammenta al commissario i suoi compiti e poteri. Conclusione: tempo se ne è perso tanto, i ritardi sono stati accumulati, ma in ogni caso, conclude Ferrarese, «c’è la volontà del sottoscritto e della sua struttura di trovare, se possibile, rimedio ai pregiudizi e danni già prodotti». Ferrarese, inoltre, prende il prospetto sullo stato degli impianti di Taranto inviatogli dal sindaco e afferma che per le palestre Ricciardi e Paolo VI, per il centro degli sport nautici nell’ex stazione torpediniere sul Mar Piccolo, e per la piscina olimpionica di Torre d’Avala, «è stato redatto il primo livello di progettazione (Pfte)», sigla che sta per Piano di fattibilità tecnico-economica, ma «non è stato acquisito alcun parere a cura degli enti preposti e non sono state avviate le conferenze dei servizi» da parte dell’amministrazione comunale.
Per giardini Peripato, PalaMazzola, campo scuola Salinella e campo comunale Talsano «è stato redatto il solo documento di indirizzo alla progettazione (Dip) senza che si sia proceduto al conferimento dell’incarico per la redazione del progetti». Infine, per Ferrarese «non è stato prodotto alcun atto coerente con il masterplan ufficiale» per centro sportivo Magna Grecia e stadio lacovone. Su quest’ultimo c’è una vera e propria disputa, visto che Melucci spinge tuttora per la costruzione di un nuovo stadio (per il quale è stata avanzata una proposta di project financing) affermando che questo serve alla rigenerazione urbana dell’intera area Salinella e sostenendo che i tecnici consultati sono del parere che si sia ancora in tempo rispetto alle gare di giugno 2026 mentre il commissario dice il contrario. E cioè che questa è un’operazione che non si riesce a completare in poco più di due anni, che la procedura del project richiede ancora qualche mese per essere definita compiutamente, e che non si può escludere un ricorso col rischio di allungare i tempi. Per questo già da alcune settimane il commissario è propenso a mettere in cantiere una radicale ristrutturazione del lo lacovone. Una scelta al momento confermata, mentre per il centro degli sport nautici si è dovuti tornare sull’ex stazione torpediniere perché cala dei nocchieri si è rivelata impraticabile.
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