La crisi della Federazione Italiana Giuoco Calcio trova una soluzione dopo settimane di tensioni, pareri contrastanti e interrogativi sulla regolarità della candidatura e dell’elezione di Giovanni Malagò. Il Coni ha approvato all’unanimità il commissariamento della Figc, affidando proprio a Malagò l’incarico di commissario straordinario.
La decisione è maturata al termine di una giornata caratterizzata dal confronto diretto tra il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e lo stesso Malagò. Un incontro che ha permesso di individuare una soluzione condivisa e di evitare una possibile spaccatura all’interno degli organi del Comitato olimpico.
La mediazione di Buonfiglio
La proposta di Buonfiglio prevedeva il commissariamento della Federazione, ma con una particolarità: a guidare la fase transitoria sarà lo stesso Malagò, presidente Figc eletto lo scorso giugno.
Una soluzione motivata, secondo il presidente del Coni, dalla volontà di non penalizzare Malagò per una vicenda legata al mancato tesseramento preventivo alla Figc, questione che aveva alimentato il confronto tra differenti pareri giuridici.
“Anche Malagò era vittima di un malfunzionamento e mi sono chiesto perché avrebbe dovuto pagare”, ha spiegato Buonfiglio, sottolineando che la scelta è stata compiuta nell’interesse del rispetto delle regole e della funzionalità del sistema sportivo.
Il presidente del Coni ha definito la soluzione una vittoria dello sport, ribadendo che non vi sarebbero stati vincitori o sconfitti.
Giunta e Consiglio nazionale: voto unanime
La Giunta nazionale del Coni ha approvato all’unanimità la nomina di Malagò a commissario della Federcalcio. Successivamente anche il Consiglio nazionale del Coni ha ratificato la decisione con voto unanime.
Il mandato affidato al commissario è chiaro: garantire il regolare funzionamento della Federazione e accompagnarla verso una nuova assemblea elettiva, in un contesto di piena osservanza delle norme federali.
La scadenza indicata formalmente dal Coni è quella del 31 gennaio 2027, entro la quale dovranno essere celebrate le nuove elezioni.
Malagò: “Il mandato è andare a elezioni”
Il neo commissario ha accolto la decisione parlando di una soluzione di buonsenso.
“Mi sento molto responsabilizzato, il mandato è molto chiaro: andare a elezioni”, ha dichiarato Malagò, indicando inizialmente il 14 dicembre come possibile prima data utile.
E proprio quella data è stata successivamente confermata. Malagò convocherà infatti l’assemblea federale elettiva per lunedì 14 dicembre alle ore 11, presso l’Hotel Hilton Rome Airport di Fiumicino. All’ordine del giorno ci saranno l’elezione del presidente e del Consiglio federale.
Il termine del 31 gennaio fissato dal Coni rappresenta dunque la scadenza massima, mentre la Federazione punta ad arrivare alle nuove elezioni con largo anticipo.
Il nodo della candidatura
Resta sullo sfondo la questione relativa alla possibile candidatura di Malagò alla presidenza della Figc.
Lo stesso commissario ha evitato di definirsi candidato unico, spiegando di non poter fare previsioni sull’esito del futuro percorso elettorale. Il sostegno ricevuto dalle componenti federali, tuttavia, resta un elemento centrale dello scenario.
Malagò era stato eletto presidente della Figc con il 68,58% dei voti e la Lega Serie A ha accolto con favore la sua nomina a commissario, ricordando come fosse già stato indicato dalla stessa Lega come candidato alla presidenza.
La posizione della Lega Serie A
La Lega Serie A ha definito quella individuata dal Coni una “giusta soluzione”, manifestando apprezzamento per la scelta di affidare a Malagò il commissariamento.
In una nota, la Lega ha sottolineato la necessità di concentrarsi ora su dossier considerati prioritari per il calcio italiano, tra cui la riforma legislativa, l’organizzazione di Euro 2032, il calendario e i rapporti internazionali.
Una presa di posizione che rafforza il quadro di consenso attorno alla soluzione individuata dal Coni.
Buonfiglio e le tensioni delle ultime settimane
La giornata è stata anche caratterizzata dalle dichiarazioni di Buonfiglio sulle pressioni ricevute durante la vicenda.
Il presidente del Coni ha denunciato di essere stato destinatario di quelli che ha definito “messaggi mafiosi” e di attacchi personali rivolti alla propria famiglia. Buonfiglio ha ribadito di non voler essere condizionato dalle pressioni esterne e di avere agito, a suo dire, esclusivamente sulla base del rispetto delle regole.
Sul caso ha inoltre ricordato come i diversi pareri giuridici sul tesseramento di Malagò non avessero prodotto una posizione univoca, lasciando agli organi del Coni la responsabilità della decisione.
Il caso Bianchedi
Nel nuovo scenario è emerso anche il tema di Diana Bianchedi, dimessasi dal ruolo di capo delegazione della Nazionale alla vigilia del voto.
Buonfiglio ha espresso l’auspicio che la Figc possa respingere le dimissioni e consentirne il ritorno nell’incarico. Malagò, dal canto suo, ha riferito che lo stesso Buonfiglio gli aveva anticipato questa volontà, precisando però che si tratta di una questione che spetterà al presidente federale e non al commissario.
Una nuova fase per la Federcalcio
Il commissariamento chiude dunque una fase particolarmente delicata per il calcio italiano e apre un periodo transitorio destinato a durare, almeno nelle intenzioni, pochi mesi.
Il compito affidato a Malagò sarà quello di garantire la continuità della gestione federale e accompagnare la Figc alle urne. La prima data individuata è quella del 14 dicembre, con la scadenza ultima fissata dal Coni al 31 gennaio 2027.
Dopo le tensioni legate al tesseramento, ai pareri giuridici e al confronto interno al mondo sportivo, la Federcalcio si prepara così a una nuova tornata elettorale. Saranno le componenti federali, nei prossimi mesi, a determinare il futuro della governance del calcio italiano.















