La partita sul possibile commissariamento della Figc sembra avviarsi verso una soluzione di mediazione. L’ipotesi che nelle ultime ore ha guadagnato terreno prevede infatti il commissariamento della Federazione, ma con Giovanni Malagò chiamato a ricoprire lo stesso ruolo di commissario.
Una soluzione pensata per superare lo scontro che rischia di dividere la Giunta del Coni, chiamata a esprimersi sulla proposta avanzata dal presidente Luciano Buonfiglio. Prima della riunione, prevista domani, è fissato un incontro tra Buonfiglio e Malagò, dal quale potrebbe arrivare l’accordo definitivo.
L’obiettivo sarebbe quello di evitare una contrapposizione istituzionale e, allo stesso tempo, garantire un percorso ordinato verso nuove elezioni federali.
Il nodo del tesseramento
All’origine della vicenda c’è il mancato tesseramento di Malagò al momento della candidatura alla presidenza della Figc. Proprio su questo punto si sono confrontate nelle ultime settimane interpretazioni giuridiche differenti.
La posizione sostenuta dal Coni considera il tesseramento un requisito essenziale e la sua mancata effettuazione un elemento sufficiente per valutare il commissariamento. Dall’altra parte, i pareri favorevoli alla posizione di Malagò ritengono che il tesseramento non costituisse un requisito indispensabile e che la sua assenza non rappresenti una violazione di gravità tale da giustificare il commissariamento.
Sul tavolo della Giunta e successivamente del Consiglio Coni ci saranno complessivamente nove pareri: quattro favorevoli alla linea del Coni e cinque orientati verso la posizione di Malagò. Un quadro che non offre una soluzione giuridica univoca e lascia alla componente politica e istituzionale il compito di assumere la decisione.
La Giunta chiamata a decidere
La riunione della Giunta Coni, composta da 15 membri, rappresenta dunque un passaggio decisivo. A rendere ancora più complesso il quadro ci sono le questioni relative alle eventuali astensioni e ai possibili conflitti di interesse.
Il Coni ha chiesto chiarimenti al collegio dei revisori anche sulla posizione di Diana Bianchedi, dopo il suo breve incarico come capodelegazione della Nazionale di calcio, e di Elisabet Spina. La Figc, attraverso una lettera firmata dal segretario generale, ha fornito le proprie osservazioni, sollevando a sua volta dubbi sulla posizione di altri componenti della Giunta.
Il rischio è quello di aprire un ulteriore fronte di contenzioso, con possibili ricorsi alla giustizia ordinaria e conseguenze difficili da prevedere qualunque sia l’esito della votazione.
La Lega Serie A al fianco di Malagò
Nel frattempo, la Lega Serie A ha ribadito il proprio sostegno a Malagò. Al termine della riunione dei presidenti dei club, la Lega ha espresso un «completo supporto» al presidente Figc e ha definito il commissariamento «del tutto inopportuno».
La posizione dei club della massima serie è netta: la candidatura di Malagò era stata sostenuta dalla Serie A e la sua elezione, secondo quanto sottolineato dalla Lega, è avvenuta con largo margine.
I presidenti hanno inoltre preso le distanze dalla contrapposizione sul piano giuridico, sostenendo di non comprendere «i fondamenti in diritto e le ragioni politiche» della disputa. La Lega ha quindi richiamato il principio di autonomia del calcio italiano, anche alla luce della posizione espressa dall’Uefa.
Tre mesi verso nuove elezioni
La soluzione di mediazione consentirebbe di evitare una rottura tra le diverse componenti dello sport italiano. Il commissariamento verrebbe comunque formalizzato, ma affidato allo stesso Malagò, che accompagnerebbe la Federazione verso un nuovo appuntamento elettorale.
L’orizzonte indicato sarebbe quello di circa tre mesi, un periodo nel quale il commissario avrebbe il compito di traghettare la Figc verso nuove elezioni.
Restano però ancora da superare diversi ostacoli. La Giunta Coni dovrà esprimersi sulla proposta, mentre sullo sfondo rimangono i possibili ricorsi e le differenti interpretazioni giuridiche. Una soluzione condivisa potrebbe dunque rappresentare la strada per evitare uno scontro istituzionale dagli esiti difficili da prevedere.
La giornata di domani, con l’incontro tra Buonfiglio e Malagò prima della riunione della Giunta, sarà quindi decisiva per capire se la mediazione riuscirà a trasformarsi in un accordo.















