Dopo l’evento del 26 novembre 2025, “Insieme per lo sport, insieme per Taranto”, la Fondazione del Mediterraneo per lo Sport prosegue il proprio percorso volto a costruire una legacy positiva dei Giochi del Mediterraneo 2026. In questa direzione, è stata avviata una collaborazione con il professor Dino Ruta, dell’Università Bocconi di Milano, finalizzata a rafforzare il lavoro di approfondimento e confronto sui temi degli impatti e delle prospettive post-evento.
La Fondazione, nel solco dei valori che la contraddistinguono, ha scelto di ampliare la propria squadra, con l’obiettivo di integrare competenze diverse e rafforzare la capacità di analisi e di proposta in vista dei prossimi appuntamenti che attendono la città di Taranto.
Il professor Dino Ruta, di origini tarantine, delegato dell’ateneo meneghino al Movimento Olimpico e docente di Leadership, Sports & Events Business presso la SDA Bocconi School of Management, metterà a disposizione della Fondazione la propria esperienza maturata nel contesto internazionale dei grandi eventi sportivi. Il suo contributo si inserisce in un lavoro di squadra che partirà dall’analisi dei numerosi impianti sportivi attualmente in fase di realizzazione — un patrimonio consistente da valorizzare al termine della manifestazione — per estendersi alle eredità intangibili di natura sociale, sportiva e culturale.
«È un piacere poter lavorare con la Fondazione – commenta il professor Ruta – per una sfida importante che attende Taranto. Sono felice di poter dare il mio contributo a un territorio a me caro e dalle grandi potenzialità».
La collaborazione si inserisce in un percorso più ampio promosso dalla Fondazione, orientato a porre le basi per un futuro in cui lo sport possa rappresentare per Taranto una leva di benessere, partecipazione e sviluppo.
«Non abbiamo l’ardire di dettare soluzioni – afferma il presidente della Fondazione del Mediterraneo per lo Sport, Angelo Buonfrate – ma certamente la speranza di poter trarre da questo evento i vantaggi più significativi. Con il professor Ruta abbiamo trovato subito una forte sintonia, convergendo sulla necessità di metterci al lavoro per Taranto, di contribuire con le nostre risorse intellettuali a un entusiasmante ragionamento sul futuro del territorio e, soprattutto, di comprendere fino in fondo il valore di questa eredità, della legacy, come ci piace chiamarla».














