L’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo del 2026 a Taranto si trova davanti a un ostacolo inatteso: la gara d’appalto per il noleggio delle due navi da crociera, destinate ad accogliere oltre 5.000 atleti e delegazioni internazionali, è andata deserta. Di fronte all’assenza totale di offerte entro la scadenza fissata lo scorso 10 ottobre, è stata disposta una proroga di cinque giorni nel tentativo di richiamare nuovi operatori del settore.
L’appalto, del valore complessivo di 26 milioni di euro (IVA esclusa), prevedeva la messa a disposizione di due imbarcazioni: una prima nave con almeno 3.000 posti dal 16 agosto al 5 settembre 2026, per un costo di 17 milioni, e una seconda da 2.200 posti dal 22 agosto al 3 settembre, per 9 milioni. Il comitato organizzatore si era riservato la facoltà di optare per una sola nave o per entrambe entro sette giorni dalla firma del contratto.
Tuttavia, gli addetti ai lavori ritengono improbabile che la semplice proroga basti a sbloccare la situazione. Se non dovessero emergere proposte, si procederà verso una trattativa negoziata, contattando direttamente due o tre compagnie del settore per concordare condizioni e partecipazione. Alcuni osservatori sospettano che proprio questa fosse la strategia iniziale dei principali operatori, interessati a una trattativa diretta piuttosto che a un bando pubblico rigido.
Va ricordato che la fonte è Domenico Palmiotti del Quotidiano, che ha seguito da vicino l’evolversi della vicenda.
Secondo esponenti locali, la mancata partecipazione potrebbe essere un segnale di pressione anche nei confronti delle istituzioni nazionali. Mattia Giorno, vice sindaco di Taranto e membro del comitato organizzatore, ha sottolineato che “serve una soluzione rapida e nel pieno rispetto della legalità, perché non è ammissibile farsi trovare impreparati su un tema cruciale come l’ospitalità”.
Sulla questione pesa anche il dibattito interno alla città: parte dell’opinione pubblica avrebbe preferito la costruzione di un villaggio olimpico o l’utilizzo delle strutture ricettive esistenti, ma i vertici organizzativi hanno sempre ribadito che mancano sia i fondi sia i tempi per alternative diverse dalle navi. Inoltre, il comitato internazionale ha escluso in più occasioni la possibilità di ospitalità frammentata degli atleti in hotel differenti.
Un ulteriore nodo riguarda il contrasto tra il comitato locale e quello internazionale sulla gestione dei servizi tecnologici – un appalto da 5 milioni di euro – con i primi orientati a una gara pubblica e i secondi favorevoli a un affidamento diretto a partner di fiducia.
Infine, non passa inosservato il ritardo nella pubblicazione della gara: più volte era stato chiesto di bandirla almeno due anni prima dell’evento, ma l’assenza di fondi fino alla metà del 2024 ha fatto slittare tutto, comprimendo i tempi e aumentando il margine di rischio.
Ora, con il conto alla rovescia già iniziato, resta da capire se basteranno cinque giorni per trovare una soluzione o se i Giochi del Mediterraneo dovranno affrontare la loro prima vera emergenza logistica.













