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| foto Blunote |
Lo scorso anno ha messo a segno 8 reti con la maglia della Cavese contribuendo alla promozione dopo i play-off della squadra Campana proprio ai danni del Taranto, colori rossoblù che porta nel cuore avendovi giocato da gennaio 2011 a maggio 2012 con 10 reti all’attivo nel Taranto guidato da mister Dionigi che poi sfiorò la serie B nonostante una pesante penalizzazione. Parliamo di Domenico Girardi che abbiamo contattato telefonicamente.
Come sta e cosa fa Domenico Girardi adesso?
Per quanto riguarda il calcio sto valutando un poco la situazione. Ho avuto proposte da alcune società campane ma non mi hanno entusiasmato, nel frattempo mi alleno e finisco gli studi, sono iscritto a fisioterapia mi manca un esame.
In estate durante il calcio mercato sei stato accostato anche al Taranto, cosa c’è di vero?
Penso di essere stato uno dei primi a ricevere la chiamata del Taranto, ci sarei tornato molto volentieri ma a malincuore ho rifiutato per stare vicino alla Campania e alla mia famiglia. I ricordi che mi legano a Taranto sono tanti e tutti fantastici.
A proposito di ricordi che ci dici di quell’annata straordinaria culminata al Flaminio sotto la pioggia e le lacrime dei tifosi rossoblu?
Arrivai a Taranto a gennaio dell’anno prima, giocavamo contro il Cosenza e allo stadio c’erano poco più di mille spettatori. L’anno successivo al Flaminio c’erano 10.000 persone provenienti da Taranto. Se non ci fosse stata quella penalizzazione quel campionato l’avremmo vinto, ma questa è storia nota. Ora il Taranto deve pensare al futuro e tornare tra i professionisti. Penso che questa sia la società giusta per riportare gli ionici dove meritano. La stampa, la società e la squadra devono fare quadrato per un obiettivo comune.
Il Taranto è partito bene, dopo aver esonerato l’allenatore ancor prima di partire con il campionato. Cosa ne pensi?
Stimo sia Cazzarò che Panarelli, ho giocato con entrambi, non so quanto possa essere utile cambiare prima di un inizio del campionato ma i risultati per ora stanno dando ragione. Sono convinto che la squadra sia forte e che raggiungerà i suoi obiettivi a prescindere dall’allenatore a patto che la tifoseria gli stia vicino.
Domenica ci sarà Cerignola-Taranto, credi che possa essere decisiva?
Assolutamente no, siamo ancora ad ottobre, sarà una partita come tutte le altre. Certo, in tali partite si allena la mentalità. Il campionato è duro e per vincerlo bisognerà avere personalità.
In conclusione ti chiedo un parere sulla regola degli under.
Credo non faccia bene né agli uni che agli altri. L’under se non ha la testa rischia di perdersi mentre i senior spesso vanno in prepensionamento anticipato. Del resto prima giocava chi era più forte a prescindere dall’età.
Andrea Loiacono













