Si accende il confronto politico sul futuro degli addetti all’Ufficio per il processo, a pochi giorni dalla scadenza dei contratti di una parte del personale impegnato negli uffici giudiziari italiani.
Il tema riguarda circa 1.500 lavoratori tra addetti all’Ufficio per il processo e tecnici dell’amministrazione, il cui contributo è stato collegato al raggiungimento degli obiettivi del PNRR nel settore della giustizia. L’Associazione nazionale magistrati aveva già espresso preoccupazione per la scadenza dei contratti, prevista per il 30 settembre, sottolineando il contributo fornito da queste professionalità alla riduzione dell’arretrato e dei tempi dei procedimenti.
La proroga annunciata dal Governo
Secondo quanto comunicato dal deputato di Fratelli d’Italia Dario Iaia, il ministro della Giustizia Carlo Nordio porterà in Consiglio dei ministri un decreto-legge per consentire la proroga fino a dicembre dei contratti di 1.257 addetti all’Ufficio per il processo.
L’obiettivo dichiarato dal Governo sarebbe quello di garantire continuità al lavoro degli uffici giudiziari e rispondere alle esigenze manifestate dai principali tribunali italiani.
Iaia ha inoltre indicato come prospettiva successiva la stabilizzazione delle professionalità, da inserire nella prossima legge di bilancio.
Il M5S: «1500 funzionari abbandonati»
Sul fronte opposto, il senatore Mario Turco, vicepresidente e delegato alle Politiche economiche e fiscali del Movimento 5 Stelle, contesta l’operato dell’esecutivo.
Turco sostiene che in Parlamento sia stata portata all’attenzione del Governo la situazione dei circa 1.500 lavoratori del Ministero della Giustizia con contratti in scadenza, chiedendo il rinnovo e la stabilizzazione del personale che ha contribuito al raggiungimento degli obiettivi del PNRR.
Secondo il senatore, il Governo non avrebbe indicato una soluzione definitiva e avrebbe respinto le proposte presentate dal M5S.
Un tema che riguarda l’efficienza degli uffici giudiziari
La questione dei contratti si inserisce in un quadro più ampio legato al rafforzamento degli organici della giustizia. Il Ministero della Giustizia ha previsto nel corso del 2026 anche una procedura di progressione per 1.500 unità di personale dall’Area degli Assistenti a quella dei Funzionari dell’organizzazione giudiziaria.
Sul futuro degli addetti all’Ufficio per il processo si sono espresse nelle ultime settimane anche le rappresentanze sindacali. La Fp Cgil, dopo la bocciatura alla Camera di alcuni emendamenti relativi al personale precario, ha chiesto un provvedimento d’urgenza che disponga la proroga dei contratti e punti alla stabilizzazione.
Anche l’Associazione nazionale magistrati ha evidenziato il ruolo svolto da queste professionalità nel funzionamento dei tribunali, manifestando preoccupazione per le conseguenze di una loro eventuale uscita dagli uffici giudiziari.
Ora il passaggio in Consiglio dei ministri
Il prossimo passaggio sarà dunque il Consiglio dei ministri annunciato dal ministro Nordio. La proroga fino a dicembre, qualora approvata, consentirebbe di evitare nell’immediato l’interruzione dei rapporti di lavoro per i 1.257 addetti interessati dal provvedimento.
Resta invece aperto il tema della prospettiva successiva alla proroga: da una parte il Governo indica l’obiettivo della stabilizzazione attraverso la prossima legge di bilancio, dall’altra le opposizioni e le organizzazioni sindacali chiedono che venga definita rapidamente una soluzione strutturale per il personale che ha maturato esperienza negli uffici giudiziari.















