Negli ultimi anni Taranto ha visto arrivare importanti investimenti pubblici, legati ai Giochi del Mediterraneo, agli interventi di bonifica ambientale e al programma del CIS Taranto, per un totale che supera un miliardo di euro. Se da un lato le opere realizzate lasceranno nuove infrastrutture alla città, dall’altro lato le ricadute economiche sul tessuto produttivo locale appaiono limitate.
Secondo Confartigianato Taranto, gran parte dei lavori è stata affidata a imprese esterne, con una limitata partecipazione di imprese e manodopera locali. Ne deriva che una significativa quota di ricchezza generata dai cantieri finisce fuori dal territorio, riducendo l’effetto moltiplicatore sull’occupazione, sui consumi e sul PIL locale. In termini prudenziali, la ricaduta economica diretta potenziale per il territorio avrebbe potuto collocarsi tra 350 e 470 milioni di euro, cifra che include solo parte degli investimenti già effettuati.
A preoccupare è anche la gestione delle forniture: non è chiaro quanto dei materiali e delle attrezzature utilizzate provenga da aziende locali, rischiando ulteriori perdite di opportunità economiche. Il risultato è che Taranto è diventata terra di cantieri ma non di ricadute economiche, con le imprese locali spesso ai margini dei grandi lavori.
“È una beffa gravissima”, dichiara Fabio Paolillo, Segretario generale di Confartigianato Taranto. “Le infrastrutture resteranno al territorio, ma è inaccettabile che una città che ospita cantieri per oltre un miliardo di euro non tragga benefici concreti in termini di sviluppo economico e occupazione”.
Per il futuro, Confartigianato sottolinea la necessità di un cambiamento di approccio, puntando a:
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Rafforzare l’aggregazione tra imprese locali;
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Favorire la partecipazione delle PMI nei bandi pubblici;
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Sostenere l’accesso alle certificazioni richieste dagli appalti;
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Costruire filiere territoriali e garantire la presenza delle imprese locali nei subappalti e nelle forniture.
In sintesi, a Taranto i cantieri si vedono, ma la ricchezza prodotta da quei cantieri continua a sfuggire al territorio, limitando l’impatto positivo degli investimenti pubblici sull’economia locale.














