Si è appena concluso un altro incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) tra le OO.SS. Fim, Fiom, Uilm e i vertici aziendali per un aggiornamento sulla vertenza HIAB Italia Srl, ma la situazione resta drammaticamente in stallo.
A fronte del rischio imminente per 90 posti di lavoro, l’unica notizia che riceviamo sono i soliti “interessamenti” dichiarati dall’advisor Vertus, che finora non hanno portato alcuna concretezza, garanzia o affidabilità.
Come UILM, riteniamo questa situazione surreale e inaccettabile. Dopo aver acquisito un marchio storico italiano come Effer, subentrando nello stabilimento di Statte, la multinazionale HIAB Italia ha deciso di chiudere il sito tarantino per concentrare la produzione a Minerbio (BO). Una scelta che dimostra una totale assenza di rispetto per la storia produttiva del territorio, per le competenze delle lavoratrici e dei lavoratori e per il futuro di 90 famiglie.
La prova più lampante di questa logica predatoria è il trasferimento di nuove gru verso stabilimenti esteri, un vero e proprio smantellamento che non lascia più spazio a dubbi: la multinazionale ha deciso con superficialità di lasciare per strada 90 famiglie.
Non accetteremo più pseudo-passerelle e incontri che non portano a nulla.
Le lavoratrici e i lavoratori di HIAB Italia hanno bisogno di una via d’uscita chiara e definita, non di promesse vuote.
Chiediamo non solo al MIMIT, ma anche alla Regione Puglia, di intervenire in modo decisivo per trovare un investitore credibile che garantisca la continuità produttiva e la piena occupazione.
La pazienza è finita.
Se non si sbloccherà la situazione con notizie positive e concrete, siamo pronti a mobilitarci e a intensificare la nostra lotta per difendere i diritti e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori. La salvaguardia di questi posti di lavoro è una priorità assoluta.
Cosimo Amatomaggi
Segretario UILM Taranto














