PORTIERE: Seconda partita di fila con la porta imbattuta per l’estremo difensore del Taranto che anche contro il Picerno è poco impegnato, ma sempre pronto e reattivo quando c’è da mettersi in luce. Partita dopo partita sta crescendo, e con lui anche la sua sicurezza, soprattutto con i piedi. Aspetto che favorisce molto i difensori, che possono contare sul proprio portiere senza dover rischiare svarioni o errori di qualsiasi genere.
DIFESA: Tutti e 4 i componenti del pacchetto difensivo rossoblu giocano una partita perfetta. Nessun errore e nessun attacco del Picerno, che fa fatica a incunearsi tra le linee difensive del Taranto sin dall’inizio. Ferrara e Di Bari sono i migliori in campo. Il primo è ormai una scommessa di Panarelli che si è rivelata vincente sotto tutti i punti di vista; il secondo è un acquisto mirato e data l’esperienza di Vito Di Bari, la società ha scelto uno dei migliori interpreti del ruolo per le caratteristiche che servivano al mister. Bene anche Bova e Pelliccia, entrambi autori di ottime prestazioni, senza sbavature e sempre attenti e concentrati. Gli errori delle precedenti uscite si sono fatti sentire e, con grazie ad un lavoro costante, il Taranto è finalmente riuscito a finire due partite senza subire goal, un dato molto importante che può essere fondamentale per la risalita verso la vetta.
CENTROCAMPO: La mediana del Taranto ritorna ad essere composta da Manzo e capitan Marsili, che nonostante la loro similitudine per caratteristiche di gioco, riesce a tenere ben cucito il distacco tra difesa e centrocampo, anche se Manzo appare un po’ impacciato nella manovra. Marsili gioca un ottimo primo tempo, nel quale recupera tante palle e permette alla squadra di tenere in mano le redini del gioco, nella ripresa però viene sostituito e nel centrocampo ionico cambiano gli interpreti. Dentro Massimo e Guadagno e per la prima volta Panarelli opta per un centrocampo a 3. Discrete entrambe le prove, anche grazie ad una crescita nella ripresa di Stefano Manzo che sfiora il goal in un paio di occasioni.
TREQUARTI: Il Picerno studia benissimo lo schieramento del Taranto raddoppiando e spesso triplicando la marcatura su D’Agostino e Di Senso, con quest’ultimo in enorme difficoltà. Dago riesce a rendersi comunque pericoloso grazie alla sua immensa qualità, ma Di Senso, nel giorno del suo trentaquattresimo compleanno, fa tanta fatica a imporre la sua velocità sulla fascia e scivola davanti al portiere quando la palla era solo da spingere in una porta praticamente sguarnita. Bene invece Salatino, che conferma quanto di buono fatto nelle precedenti uscite e aumenta la fiducia del pubblico e di mister Panarelli nei suoi confronti.
ATTACCO: Ennesima giornata sfortunata per Ciro Favetta, ormai però da troppo tempo a secco. La mancanza dei suoi goal si fa sempre più pesante e il Taranto perde un punto di riferimento importante lì davanti. All’attaccante napoletano non bastano delle grandi prestazioni per riuscire a siglare reti fondamentali per il cammino dei rossoblu. Nella ripresa è Croce a divorarsi il goal del vantaggio, da una posizione così facile che per un attaccante dovrebbe essere come fare la colazione la mattina. Errori che pesano e che si faranno sentire sempre di più se non verranno limitati il più presto possibile.
ALLENATORE: Il gioco del mister è il migliore visto a Taranto negli ultimi anni, ma la squadra fa fatica a segnare, a causa di una grande sfortuna è della mancanza del bomber di razza. La società ha promesso in più circostanze che l’attaccante per fare il salto di qualità arriverà a breve, ma nel frattempo gli uomini a disposizione del mister sono obbligati a mettere la palla in porta, soprattutto in sfide decisive come quella giocata con il Picerno. Nel contempo, Panarelli forse commette un solo errore nello scontro diretto giocato, ovvero il triplo cambio a inizio secondo tempo che ha scombussolato gli schemi tattici e cambiatl totalmente il modo di impostare da parte dei rossoblu, che comunque sono rimasti padroni del campo, ma hanno fatto fatica ad attaccare la porta avversaria a causa dell’assenza dei due esterni, ormai una costante fissa del gioco tarantino. Nel complesso rimane la grinta, la voglia e la determinazione di Panarelli, che ha affermato di non voler mollare e di crederci fino alla fine.
Simone Pulpito













