Il Taranto torna al successo contro il Team Altamura e lo fa con un risultato netto, ma soprattutto con una prestazione solida. Un due a zero maturato grazie alle reti di D’Agostino e Favetta che fa dimenticare l’infausta partita di Gravina e conferma, ove ce ne fosse bisogno, la volontà di combattere fino alla fine del campionato.
PORTIERE: Antonino solita sicurezza. Poco impegnato ma sempre pronto quando viene chiamato in causa. Calma olimpionica e grande precisione anche con la palla tra i piedi quando viene sollecitato dai retropassaggi della difesa. Sembra la normalità, ma se pensiamo ai punti persi nel girone d’andata ci accorgiamo di quanto sia indispensabile il portiere abruzzese.
DIFESA: forzatamente inedita, non dispiace affatto. Carullo ancora un po’ troppo insicuro, non una delle sue migliori partite. Sbaglia tanti appoggi banali ma quantomeno rischia poco in fase difensiva e cerca di dare una mano in attacco con le sue sovrapposizioni. Menna rimedia un’ammonizione pesante nei primi minuti di gioco che lo obbliga a giocare con il freno a mano tirato e senza aggredire troppo l’uomo, ma se la cava più che bene. Viene saggiamente sostituito per non rischiare l’espulsione. Di Bari dirige come al solito in maniera impeccabile la difesa. E’ leader nello spogliatoio, allenatore in campo e difensore molto esperto. Per Guadagno partita, forse anche inaspettatamente, senza alcuna sbavatura. Intelligente l’invenzione di mister Panarelli che lo riadatta a terzino destro per sfruttare la sua fisicità contro gli esterni dell’Altamura, ma soprattutto la sua tecnica da centrocampista che gli consente di non andare in difficoltà nel giro palla ionico. A larghi tratti si lascia preferire a Pelliccia, che nelle ultime partite sembrava andare troppo spesso in affanno.
CENTROCAMPO: la scelta di prediligere il fioretto alla sciabola dà i suoi frutti. La freschezza di Bonavolontà e l’eleganza di Massimo ben figurano contro degli avversari non troppo aggressivi, che permettono di rinunciare alla muscolarità di Manzo e Marsili, subentrati solo nel secondo tempo.
TREQUARTI: Oggiano risente di qualche acciacco rimediato in settimana. Non ha la solita esplosività, ma riesce a compensare grazie alla sua classe sopraffina. D’Agostino, come sempre insostituibile, disputa una partita in costante crescita. Qualche errore di troppo nei primi minuti, poi il gol e numerose “pennellate” illuminanti al servizio dei suoi compagni. Esposito, mattatore di giornata, fa impazzire la retroguardia altamurana procurandosi un rigore e sciorinando grande calcio per tutto il match.
ATTACCO: il classico modulo ad una punta non sembra calzare a pennello ad un Roberti volitivo e generoso, ma che probabilmente preferisce essere accompagnato da un ariete che gli permetta di giocare di fronte alla porta. Gli subentra un incontenibile Favetta che ci mette poco a mettere la propria firma, chiudendo di fatto le ostilità.
ALLENATORE: le assenze di Ferrara e Salatino non sembrano dargli tante opzioni. Nonostante ciò sorprende tutti con il cambio di ruolo di Guadagno e con la rinuncia di Manzo e Marsili sulla mediana, decisioni che danno un’impronta positiva alla contesa. Bravo ed assennato anche sulla scelta delle sostituzioni a partita in corso.
Gabriele Campa















