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| foto Fabio Mitidieri |
Il Taranto, con la sconfitta di Francavilla, può ormai dirsi escluso, seppur ancora non matematicamente, dalla lotta per il primo posto che, a causa dell’ennesima vittoria del Picerno, dista addirittura 10 lunghezze dai rossoblu ionici. Analizziamo, quindi, la brutta sconfitta contro il Francavilla di mister Lazic, reparto per reparto:
PORTIERE: Per la terza domenica consecutiva subisce goal, senza però avere nessuna colpa e anzi, rendendosi protagonista durante il match di molti interventi fondamentali che salvano il Taranto anche sul punteggio parziale di 1-0 per i padroni di casa. Antonino, nonostante queste reti subite nelle ultime uscite, resta comunque un punto di forza per la rosa di Panarelli, che ovviamente non può farne più a meno, nonostante la presenza in panchina di Paolo Pellegrino.
DIFESA: Prestazione fatta da alti e bassi, dato non di certo positivo, che influisce non poco sull’economia del risultato finale. Lampanti gli errori commessi da Di Bari e Ferrara su entrambi i goal dei lucani, in particolare sul primo goal, arrivato su una bella azione ben costruita dai padroni di casa, favoriti però da un’uscita scellerata dell’esperto difensore rossoblu e da una copertura non proprio perfetta del giovane terzino under che, anche sul secondo vantaggio del Francavilla, sbaglia la marcatura e lascia Cimino libero di colpire in area di rigore. Buone, invece, le prestazioni di Lanzolla e Pelliccia, con quest’ultimo in grande forma dopo qualche problema muscolare che lo ha tenuto a tratti lontano dal rettangolo di gioco.
CENTROCAMPO: Anche qui, l’ago della bilancia si trova al centro. Da un lato, capitan Marsili, solito pilastro in mediana, gioca una grande partita e realizza l’ennesimo eurogoal su punizione, riaccendendo le speranze dei rossoblu. Dall’altro, un’altra partita non facilmente decifrabile di Stefano Manzo, impeccabile in fase difensiva, ma molto lento e impacciato in quella di impostazione. Nella ripresa, spazio a Massimo e Bonavolontà, con il primo che si vede poco e spreca una buona occasione in area di rigore per portare gli ionici in vantaggio e il secondo che come sempre, entra bene in partita e sfrutta a suo favore i centimetri e la prestanza fisica.
TREQUARTI: Con la pesante assenza di Fabio Oggiano e la condizione non ottimale di Esposito, subentrato a gare in corso, Panarelli è costretto a rimodellare la trequarti offensiva, schierando Di Senso e Salatino ai lati, con D’Agostino al centro. Bene ancora una volta l’esterno lizzanese classe ’99, che però viene sostituito forse troppo presto nonostante la sua prestazione decisamente positiva. Male, invece, dall’altra parte, l’esperto Sebastian Di Senso, in piena involuzione rispetto all’inizio di stagione nel quale sembrava poter essere l’arma in più di questo Taranto. In crescendo, invece, la prestazione di D’Agostino, che non brilla, ma che nella ripresa prova a rendersi più volte pericoloso. Da apprezzare, l’approccio al match di Esposito, che a tutta fascia cerca di mettere in difficoltà gli avversari ed effettua anche un cross perfetto per Croce che non riesce però a concretizzare.
ATTACCO: Tutte le punte, vengono schierate a lungo andare durante la partita, senza però che nessuno dei tre riesca a mettere la propria firma sul match. Le occasioni più ghiotte capitano sui piedi di Croce, o meglio, sulla testa dell’attaccante foggiano. Poco freddo sotto porta, sbaglia un goal all’apparenza già fatto e mette in seria difficoltà Alvigini con un forte tiro dal limite, neutralizzato in calcio d’angolo dal portiere lucano. Solita partita di sacrificio per Ciro Favetta, costretto spesso a giocare la palla fuori dall’area di rigore e troppo poco negli ultimi 11 metri.
ALLENATORE: Scelte sicuramente discutibili, ma ovviamente rispettabili, quelle di mister Panarelli, che per la terza partita di fila non riesce ad indovinare l’approccio iniziale al match, andando in svantaggio anche contro il Francavilla. Con le scelte a partita in corso, però, non riesce a ribaltare il punteggio come successo contro Gelbison e Nardò, nelle quali era riuscito a leggere bene le scelte da fare. Il campionato, come detto anche nel post-partita dal mister, si chiude qui, con l’obiettivo ora di vincere le restanti quattro partite per conquistare il secondo posto e andarsi a giocare i play-off nelle migliori condizioni fisiche e psicologiche, per provare a vincerli e sperare nella promozione tramite, magari, ripescaggio.
Simone Pulpito













