PORTIERE: Alla seconda da titolare con la maglia dei rossoblu, Antonino effettua una prestazione nel complesso positiva, tenendo conto della sua incolpevolezza sui goal subiti. Nel primo tempo, infatti, si supera con un miracolo che nega a Montaldi la gioia del goal.
DIFESA: È qui il problema del Taranto, è questo il ruolo che con il passare delle giornate ha iniziato a destare dubbi e perplessità. Ancora una volta, due errori compromettono una prestazione superba degli ionici, che dopo essere riusciti a trovare un goal tanto cercato e quanto voluto e sofferto, si vedono sfumare tutto davanti agli occhi su una punizione nei minuti di recupero, sul quale Pelliccia sbaglia la marcatura e lascia Ganci, se pur aiutato da una leggera spinta, libero di staccare in mezzo all’area di rigore permettendogli di realizzare il goal del definitivo 2-2. L’altro errore, fa capo a Bova, che lascia a Nadarevic lo spazio di girarsi e concludere a rete con troppa facilità. Superlativo, come sempre, Nicola Lanzolla che anche su un campo difficile si conferma grande guerriero e ottimo difensore. Bene anche Ferrara, che copre molto bene la fascia di competenza.
CENTROCAMPO: Panarelli ricompone la coppia mediana che tanto bene aveva fatto la scorsa stagione in quel di Cava De’ Tirreni. Massimo, un po’ sottotono quando schierato a gara in corso, gioca un’ottima prestazione sfiorando il goal in un paio di occasioni e gestendo bene la manovra in mezzo al campo. Mastino indomabile invece, Stefano Manzo, che ringhia ad ogni avversario e quando attacca recupera sempre il pallone nel momento più opportuno. Ennesima prestazione di sostanza da parte del centrocampista rossoblu. Male, al auo ingresso, Max Marsili che, forse preso da un pizzico di paura, commette una punizione evitabile al limite dell’area nei minuti di recupero, dal quale poi nasce il pareggio brindisino. Opaca, invece, la prestazione di Bonavolontà, apparso spento e poco reattivo, forse a causa delle condizioni in cui versava il terreno di gioco.
TREQUARTI: Ritorna Salatino ad agire sulla trequarti e nonostante le difficoltà per l’impraticabilità della sua fascia di competenza nella prima frazione di gioco, gioca una buona partita e sfiora il goal con una bella incursione nella ripresa. Bene Di Senso, che apre le danze con una punizione che si insacca alle spalle del portiere Guarnieri, showman di giornata grazie alle sue parate. Ancora una volta, grande prestazione di sacrificio e di qualità di Stefano D’Agostino, che su un campo molto pesante, riesce a disorientare con le sue finte i difensori e i centrocampisti avversari, anche quando è costretto a ripiegare e a far ripartire da dietro la manovra.
ATTACCO: È una giornata da dimenticare quella di Ciro Favetta che, alle prese con la sfortuna, colpisce un palo clamoroso e si vede parare da Guarnieri tre occasioni nitide per andare al goal. Come lui tutto il Taranto è davvero sfortunato nonostante la grande prestazione generale. Favetta manca al goal da qualche partita, ma è necessario e fondamentale che la società acquisti un degno sostituito che possa dar modo al bomber napoletano di rifiatare e riprendere al meglio la giusta condizione fisica.
ALLENATORE: Panarelli rimane fedele al solito 4-2-3-1, con il ritorno di Bova e Salatino e con l’inserimento di Massimo nell’11 titolare. Il Taranto domina in lungo e in largo, ma è molto sfortunato e non riesce a fare goal. Quando ci riesce, però, si condanna da solo all’ennesimo pareggio che porta i rossoblu a -6 dalla vetta, ancora non molto lontana, ma che sicuramente mette il campionato del Taranto in netta salita. Panarelli non ha colpe di questi risultati, perchè la squadra esprime un ottimo gioco che non si vedeva da molti anni in terra ionica, ma deve cercare di limare ed evitare gli errori individuali che stanno compromettendo il cammino dei rossoblu verso la vittoria finale del campionato.
Simone Pulpito














