Il Taranto porta 6 il numero di vittorie consecutive, grazie allo 0-1 in terra bitontina che vale la momentanea vetta alla truppa di mister Panarelli, in attesa del recupero del match tra Picerno e Nola. Analizziamo ora, ruolo per ruolo, la partita dei rossoblu contro il bitonto.
PORTIERE: Antonino è ormai divenuto un tassello inamovibile quanto irrinunciabile per mister Panarelli. Nel match di Bitonto gestisce bene le uscite e non viene impegnato mai pericolosamente dai padroni di casa, al contrario del match casalingo contro il Cerignola, nel quale si è dovuto superare in un paio di circostanze per mantenere saldo il punteggio. Con la sua presenza, il reparto difensivo ha acquisito fiducia e sicurezza, grazie anche alla sua notevole prestanza fisica con cui padroneggia nell’area di rigore e sugli attaccanti avversari.
DIFESA: A riposo solo per un tempo, dopo la gara contro il Cerignola, Dario Bova, che viene sostituito da Nicola Lanzolla. Insieme a lui, Pelliccia sulla destra, Di Bari al centro e Ferrara sulla corsia sinistra. Partita maschia, i due centrali vengono subito ammoniti e per questo Di Bari, già diffidato, viene sostituito per dare spazio a Bova, che gioca 50′ di grande livello. Impeccabili le prestazioni dei due terzini, entrambi dediti ad un’irrefrenabile voglia e grinta di correre e lottare su ogni pallone per la squadra. Due under che nell’11 del Taranto, sono gli unici inamovibili, proprio perchè partita dopo partita, dimostrano sempre di più il loro valore e la loro elevata qualità e prospettiva di crescita.
CENTROCAMPO: Panarelli schiera un centrocampo di esperienza, con Massimo e Marsili, già coppia fissa in parecchi degli ultimi match giocati. Massimo realizza la sua prima rete con la maglia rossoblu, una rete pesante che vale i 3 punti ma soprattutto il primato in classifica. Marsili lotta, morde, corre e non si ferma mai, lo spirito del vero capitano, che per la sua squadra non si risparmia mai. Ottimo anche l’impatto al match di Stefano Manzo che, subentrato nella ripresa, vince contrasti a centrocampo e recupera tante palle.
TREQUARTI: Bene i due esterni, Di Senso e Salatino, che aiutano tanto in fase difensiva, ripiegando spesso durante gli attacchi dei padroni di casa. Di Senso fornisce l’assist a Massimo per il goal del vantaggio, un cross dalla destra a dir poco perfetto. Salatino invece, svaria molto sulla fascia sinistra, cercando sempre la giocata più semplice, ma mai la più scontata. Ennesima grande prestazione di Stefano D’Agostino, che nelle ultime gare ha messo da parte il ruolo di fantasista goleador, per tramutarsi in fantasista tuttofare. Attacca, crea gioco, inventa e soprattutto ripiega per dare una mano ai compagni e garantire l’uomo in più in fase difensiva. Buono l’ingresso di Esposito, che si sacrifica e aiuta tanto il subentrato Carullo sulla corsia sinistra, sfruttando la sua velocità in ripartenza.
ATTACCO: Partita opaca per il bomber romano Roberti, che non gioca una grande partita, anche a causa dell’ottima organizzazione tattica del Bitonto, e si fa ammonire in una mischia a centrocampo. Match dunque sottotono, non ai livelli di ciò che ha fatto vedere nelle due precedenti uscite. Poco cattivo, invece, l’ingresso in campo di Antonio Croce, servito spesso in profondità dai compagni, ma mai scattante e reattivo nel creare azioni pericolose in contropiede.
ALLENATORE: Si parte con il solito 4-2-3-1, per passare ad un 4-4-1-1 con falso nueve, Emiliano Massimo. Un tattica che dura ben 20 minuti, mettendo paura ai tifosi che seguivano il match da casa e dimostrando quasi di arrendersi agli attacchi dei padroni di casa. Così non è, perchè Panarelli schiera Croce, una vera prima punta, facendo intuire che il match non è chiuso e che le partite vanno giocate fino all’ultimo minuto. Autore di un’ulteriore impresa, su un campo difficile, contro una squadra ben attrezzata. Lo ha detto in conferenza dopo il match contro il Cerignola, è un professionista, ma anche un grande tifoso del Taranto. E proprio per questo, mister Panarelli sta dando il massimo e sicuramente il meglio di se, per permettere al Taranto di raggiungere l’obiettivo prefissato e per dare alla città una categoria più consona al pubblico e alla piazza, sempre vicina ai ragazzi, nonostante continui divieti e ingiustizie.
Simone Pulpito














