Il Taranto di mister Panarelli, dopo una serie di risultati negativi, vale a dire 3 sconfitte consecutive e un pareggio agguantato nei minuti di recupero in casa contro il Cerignola, torna finalmente alla vittoria, seppur di misura, contro un Andria praticamente mai pericoloso e a sprazzi assente dal match. Questa la nostra analisi reparto per reparto:
DIFESA: i rischi che la retroguardia rossoblu corre sono davvero pochi, poiché i padroni di casa non riescono ad arrivare mai alla conclusione in porta. La difesa del Taranto è sempre molto attenta, chiude bene gli spazi e non concede nulla agli attaccanti biancoazzurri. Molto bene i centrali, ma anche i due terzini, con particolare riferimento a Marino, schierato ancora fuori ruolo per la mancanza di un terzino sinistro che possa sostituire l’infortunato Ferrara.
CENTROCAMPO: aiutati da una partita passiva giocata dai calciatori dell’Andria, la mediana del Taranto, composta dai soliti Manzo e Cuccurullo, ha vita facile durante il match. Manzo recupera tante palle come suo solito durante la partita e il suo compagno di reparto Cuccurullo gioca una delle migliori partite con la maglia del Taranto, onnipresente in mezzo al campo ed ormai indispensabile per mister Panarelli. C’è spazio nel secondo tempo anche per Kelvin Matute, calciatore dal futuro incerto, ma che sicuramente potrebbe essere utile, se non fondamentale, alla causa rossoblu.
ATTACCO: a sopresa, mister Panarelli schiera punta Genchi, ancora un po’ fuori forma dato l’infortunio che lo aveva tenuto in tribuna contro il Cerignola. A supporto del bomber rossoblu, i soliti Guaita e Oggiano, con il rientrante D’Agostino. È proprio il capitano a siglare il goal vittoria, dopo una percussione palla al piede di Guaita che al momento giusto serve il fantasista genovese che con un tiro dei suoi, spiazza il portiere avversario. Nella ripresa c’è spazio per Olcese, ma nel complesso, il Taranto gioca molto la palla senza arrivare troppe volte in porta.
Simone Pulpito













