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Incendio all’ex Ilva di Taranto, scatta il sequestro dell’area interessata

Foto Cronache Tarantine

Incendio all’ex Ilva di Taranto, scatta il sequestro dell’area interessata

La Procura indaga su cause, responsabilità e sicurezza nei luoghi di lavoro: accertamenti in corso con il supporto di Arpa, Vigili del Fuoco e consulenti tecnici

Indagini in corso sull’incendio verificatosi il 7 maggio 2025 nello stabilimento dell’ex Ilva: sequestri e accertamenti per chiarire cause e responsabilità

Le notizie di stampa apparse sulle principali testate nazionali in relazione alla vicenda concernente il susseguirsi di taluni eventi che lo scorso 7 maggio 2025 all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto, impongono delle precisazioni finalizzate a meglio chiarire il tenore dell’intervento dell’autorità giudiziaria.

Al fine di tutelare necessarie prerogative, sulla scorta di notizie note, la cronologia degli eventi è illustrata in base ai provvedimenti assunti dalla Procura della Repubblica di Taranto.

In data 7.5.2025 si sviluppava un incendio all’interno dello stabilimento dell’Acciaieria (situata in A.S. s.p.A. Commissario ex Ilva) a seguito di un cortocircuito all’interno del “cabinet” presente nella cabina “Comando e Regolazione” del “Treno Nastri 1” nell’area “Finitura” dello stabilimento ex Ilva, gestita dalla società Acciaierie d’Italia S.p.A. Il Taranto unitamente alla società D’Agostino Angelo Antonio s.r.l. in qualità di impresa appaltatrice operante all’interno del predetto stabilimento. L’evento causava l’annerimento delle pareti, del tetto e delle travi, nonché ulteriori danni alle cose, con attività di spegnimento dell’impianto da parte di operatori interni all’azienda, e con rilievi successivi, che si sono effettuati da personale dei Vigili del Fuoco.

La visione delle immagini registrate dalla telecamera interna all’impianto permetteva di ricostruire, almeno in parte, l’andamento dell’evento e le possibili cause, venendo pertanto avviata attività di indagine da parte della Procura della Repubblica di Taranto, mediante l’iscrizione di un procedimento penale a carico di ignoti per le ipotesi di reato inerenti l’incendio colposo e la violazione della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. In particolare, l’attività investigativa è volta ad accertare le cause dell’incendio, il rispetto delle procedure di sicurezza previste, nonché le eventuali responsabilità a carico dei soggetti preposti alla manutenzione e alla sicurezza degli impianti, anche in relazione alla presenza di appaltatori e al fine di valutare eventuali profili di responsabilità in capo ai dirigenti dell’azienda verso i lavoratori interni e/o di ditte esterne, e se siano state predisposte idonee misure di prevenzione e protezione a garanzia dell’incolumità dei lavoratori coinvolti.

Sulla scorta dell’emergenza nelle prime ore dell’8.5.2025 gli organi intervenuti procedevano, congiuntamente a funzionari della sezione operativa in Taranto dell’ARPA Puglia (nell’ambito di seguito dell’input ARCA), a un’ispezione del comparto “area finitura”, finalizzata alla salvaguardia della salute pubblica, della sicurezza dei lavoratori nonché dei cittadini e l’accesso alla zona controllata del personale addetto al monitoraggio dei parametri volti a garantire le condizioni generali di sicurezza.

L’autorizzazione della notizia di reato, con allegati i verbali di sequestro, verrà depositata presso gli uffici ex art. 160 dello stesso codice, con allegato al verbale di sequestro vi era una lista dei rappresentanti legali di AdI s.p.a. e della ditta D’Agostino Angelo Antonio s.r.l. come impresa terza coinvolta nelle attività di ispezione, con riserva di valutazioni circa la posizione delle stesse in relazione all’evento, anche alla luce delle disposizioni previste in relazione alla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, che impone specifici obblighi di garanzia in capo ai datori di lavoro, tanto in ordine alle condizioni strutturali e impiantistiche, quanto in ordine all’organizzazione del lavoro e alla sorveglianza delle operazioni. Gli accertamenti investigativi sono pertanto in corso a seguito dei sequestri operati e delle ispezioni ambientali al fine di verificare l’eventuale presenza di sostanze pericolose o inquinanti disperse nell’ambiente e per accertare l’osservanza delle prescrizioni ambientali e di sicurezza da parte dei soggetti gestori dell’impianto.

Tale attività investigativa è svolta con il contributo di personale specializzato dei Vigili del Fuoco, dell’ARPA Puglia e di consulenti tecnici nominati dalla Procura.

Sono state inoltre acquisite relazioni espresse da ARPA Puglia nel corso della giornata del 9.5.2025 e del 10.5.2025, che evidenziano emissioni anomale di polveri derivanti dalla combustione di cavi elettrici e da altri depositi dell’area interessata e quindi indicanti una situazione di contaminazione del sito in oggetto per la quale si è reso urgente e opportuno, nelle more dell’accertamento delle cause dell’evento e del riconoscimento delle responsabilità, un intervento di sequestro a garanzia dei lavoratori e della sicurezza ambientale, anche in considerazione della tipologia dei materiali utilizzati nell’area.

Sulla scorta degli elementi sin qui emersi, al fine di garantire lo svolgimento delle indagini preliminari senza interferenze e per evitare che l’accesso ai luoghi possa determinare l’alterazione dello stato dei luoghi e delle fonti di prova, la Procura della Repubblica ha disposto il sequestro dell’area interessata dall’evento, con facoltà d’uso limitata esclusivamente alle attività necessarie per la messa in sicurezza e per la tutela dell’ambiente e della salute dei lavoratori.

Si rappresenta che l’attività in corso ha la finalità di accertare le cause dell’evento e valutare eventuali responsabilità. Si ribadisce il carattere delle indagini preliminari e vige il principio della presunzione di innocenza.

Taranto, 13 maggio 2025

Il Procuratore della Repubblica
Dott. Enrico Bruschi

Tags: ilva
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