«Mentre il Ministro dell’Ambiente Fratin è a Taranto a “fare passerella” per i suoi interessi di partito, nell’ex Ilva si è verificato l’ennesimo incidente. Fortunatamente, questa volta non ha coinvolto alcun lavoratore. Un incendio si è sviluppato a causa dell’esplosione di una tubiera sul piano di colata dell’Afo1, lo stesso altoforno che i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia avevano riattivato lo scorso ottobre, dopo aver investito milioni di denaro pubblico», dichiara Mario Turco, Vicepresidente del MoVimento 5 Stelle e Coordinatore del Comitato Economia, Lavoro e Impresa.
Turco prosegue sottolineando il fallimento della politica industriale del Governo Meloni: «Non è neppure il caso di esprimere la nostra indignazione mista a preoccupazione: adesso è lo sgomento a prendere il sopravvento. Il Governo Meloni dimostra di essere disposto a camminare sui corpi degli operai, che lavorano ogni giorno in quella fabbrica, in nome della mera produzione industriale.»
L’incidente che ha coinvolto l’altoforno Afo1, dopo la sua riattivazione, è stato solo l’ultimo di una lunga serie di episodi tragici. Turco fa riferimento alle numerose vittime e infortuni che hanno colpito i lavoratori: «Quante morti bianche e infortuni sul lavoro abbiamo già contato nel siderurgico di Taranto? Sin dal primo giorno del suo insediamento, questo Governo ha condannato Taranto a restare quella ‘zona di sacrificio’ narrata dall’ONU.»
Il Vicepresidente del MoVimento 5 Stelle ribadisce la sua posizione sul futuro dell’ex Ilva, chiedendo un intervento deciso: «Fratin si assuma le sue responsabilità come Ministro dell’Ambiente e blocchi questa bomba ad orologeria chiamata ex Ilva. D’altro canto, il Ministro Urso faccia ammenda per quanto accaduto oggi e sospenda il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale.»
L’accusa riguarda anche la possibilità di un aumento della produzione a carbone, che secondo Turco è pericolosa: «Come si fa a autorizzare l’aumento della produzione a carbone da 3 a 6-8 milioni di tonnellate?»
Infine, Turco si rivolge ai lavoratori e ai cittadini di Taranto: «I lavoratori e i cittadini di Taranto lo gridano da decenni: non si può più vivere così. Il MoVimento 5 Stelle è l’unica forza politica che continua a schierarsi senza compromessi dalla parte di chi chiede giustizia e legalità, contro chi inquina impunemente e mette a rischio la salute di lavoratori e cittadini ogni giorno. Continueremo a farlo, in Parlamento come in Regione e al Comune dopo le prossime Amministrative chiedendo la chiusura delle fonti inquinanti, un accordo di programma e la riconversione dello stabilimento.»













