di Caterina Sollazzo
La Consulta ha riconosciuto la legittimità della legge regionale pugliese sull’informazione vaccinale anti-HPV, respingendo le obiezioni sollevate dal Governo centrale. La norma, promossa e firmata da Fabiano Amati, attuale assessore regionale al Bilancio, è ora ufficialmente considerata un modello di “spinta gentile” verso la prevenzione.
«Nessuna ragazza pugliese dovrà più ammalarsi di tumore al collo dell’utero. Nessun ragazzo dovrà più contrarre forme tumorali legate al Papilloma virus. Questo è l’obiettivo: debellare i tumori da HPV», ha commentato Amati, sottolineando come la legge regionale punti esclusivamente sull’informazione, senza imporre alcun obbligo.
Nel ricorso presentato, il Governo aveva contestato una presunta disparità tra le Regioni, ipotizzando che l’adozione di misure più avanzate da parte di una sola di esse potesse creare squilibri. La replica di Amati è stata chiara e decisa:
«È come dire: se la classe non studia, anche l’alunno più bravo deve adeguarsi. Un’assurdità, anche solo a immaginarla».
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 48/2025, ha stabilito che non debba essere la Regione a fare un passo indietro, bensì lo Stato a svegliarsi, ad agire e, se lo ritiene opportuno, a seguire l’esempio di chi ha avuto il coraggio di muoversi per primo.
La legge prevede che, per iscriversi a scuola o all’università tra gli 11 e i 25 anni, gli studenti debbano semplicemente presentare un documento che attesti una delle seguenti opzioni:
avvenuta vaccinazione anti-HPV;
avvio del programma vaccinale;
rifiuto della vaccinazione;
oppure, semplicemente, l’avvenuto colloquio informativo.
Niente di più, ma nemmeno niente di meno, come precisa Amati, perché «informarsi è il primo atto di libertà».
L’essenza della legge è la promozione del “dissenso informato”, una formula che responsabilizza famiglie e giovani senza imporre alcuna costrizione. L’obiettivo resta quello di garantire piena consapevolezza, combattere la disinformazione e prevenire tumori evitabili. Un traguardo importante, ora sancito anche dalla massima autorità giuridica del Paese.













