di Maurizio Corvino
Si è tenuta questa mattina, a Palazzo di Città, la presentazione della nuova SS Taranto dei fratelli Vito e Sebastiano Ladisa. Il presidente, Vito Ladisa, ha ringraziato le istituzioni e tutti coloro che hanno collaborato alla nascita della società, illustrando i punti principali sui quali si baserà la gestione.
Il progetto
«Il nostro progetto si basa sul duro lavoro. Taranto merita una seconda possibilità, ma la merita in tutti i settori, nessuno escluso. Il Taranto si propone di diventare il cuore pulsante del riscatto della città. Ringrazio il sindaco Bitetti e le istituzioni, perché anche sulle loro gambe viaggerà tanto del nostro futuro.
Ringrazio Massimo Ferrarese, che non è di Taranto, ma io penso che siamo tutti cittadini del mondo: non esiste essere di Taranto, Bari o Brindisi, esiste un nuovo brand che è mondiale ed è il made in Puglia. Siamo pugliesi e dobbiamo affermare la nostra pugliesità, perché ce la siamo guadagnata facendo narrazione prima e struttura dopo.
Ringrazio la LND per averci permesso l’iscrizione e i miei collaboratori, che hanno lavorato anche durante il mese di agosto, cosa non facile con le nostre temperature. Insieme possiamo costruire un futuro migliore.
Noi dobbiamo lavorare insieme per il bene del Taranto. Il calcio deve essere più di un gioco: deve essere un impegno morale per una Taranto più sana, più viva, per una migliore qualità della vita, che anche attraverso lo sport deve arrivare.
Il nostro impegno deve essere dedicato alle vittime dell’inquinamento e a chi lo vive quotidianamente. Non possiamo essere tifosi del Taranto e poi avere un impegno diverso.
A Taranto abbiamo la possibilità di accogliere ospiti internazionali e questo ci deve spingere a sfoggiare il nostro abito migliore. Qui abbiamo un dono che è il paesaggio: apriamolo al resto del mondo. Taranto ha un patrimonio naturale che è il suo territorio e da questo dobbiamo ripartire per affermare il nostro progetto».
Rigenerazione sociale attraverso l’inclusione
«La maggiore attenzione dobbiamo darla alle società minori. Se investiamo in un calciatore forte e dimentichiamo chi sta dietro di noi, se non abbiamo una base e un’organizzazione, finiremo come altre società che hanno sperperato denaro senza costruire nulla in termini di strutture e di futuro.
La mia mentalità è avere un giocatore forte in meno e qualcosa in più da dedicare alle piccole società, che sono un tesoro per il nostro futuro. Non capisco perché nel calcio si debbano acquistare campioni che poi vanno via, spesso dimostrandosi “mercenari”, invece di investire sui nostri ragazzi. È un errore che ho già commesso e che non voglio ripetere, seppur con ottimi risultati sportivi».
Celebrare la bellezza e l’etica dei territori
«In collaborazione con il Museo MarTa farò richiesta al sindaco e al commissario Ferrarese di connettere e contaminare cultura e sport. Tutto ciò che è la nostra storia, la storia della Magna Grecia, dovrebbe essere portato a conoscenza di chi viene allo stadio. Dovremmo sempre esporre quanto di bello possediamo».
Il progetto sportivo
«Puntiamo alla serie professionistica, da raggiungere con pazienza e dedizione, con una squadra capace di riportare la passione per i nostri colori».
Lo stadio
«Sarà ristrutturato con materiali sostenibili, pannelli solari e accessibilità. Ma dobbiamo anche pensare al post-giochi. Io sono una persona parsimoniosa e credo che sia necessario rendere sostenibile il mantenimento delle strutture, altrimenti, fra due anni, rischieremo di avere un patrimonio da 300 milioni di soldi pubblici abbandonato a se stesso».
Unire la comunità e dare visibilità
«Penso già a quando avremo la nostra nuova casa: vorremmo creare laboratori con i bambini e attività quotidiane. Solo così un impianto gioiello, pagato con fondi pubblici, potrà vivere non solo il giorno della partita, ma durante tutta la settimana. Un impegno quotidiano e culturale, simbolo di inclusività e di apertura a eventi nazionali e internazionali».
Il pensiero finale
«La mia idea è chiara: il Taranto non vuole essere solo una squadra, ma un sogno ad occhi aperti di una comunità che vuole riscattarsi e affermare la propria bellezza. Dopo oggi, datemi tregua: parlerò di meno, parlerò ai calciatori quando sarà necessario.
Non vogliamo raccontare frottole, vogliamo far parlare i fatti. Inizieremo un percorso che potrà avere difficoltà iniziali, perché siamo entrati in corsa, ma anche a chi ha una mentalità più distruttiva dico: dateci tempo. Nulla si costruisce per caso, solo con l’aiuto di tutti si costruisce qualcosa di forte.
Non avremo abbonamenti, non avremo tutti gli sponsor che vorremmo, non avremo lo stadio, ma saremo ospiti in casa altrui e dovremo ringraziare ed essere rispettosi. Il sindaco di Massafra ci ha dato una grande opportunità e dovremo essergli grati: oggi non avremmo una casa e forse non saremmo qui.
Vi saluto con un “Forza Taranto e forza rossoblù!”».













