Il legame storico e culturale tra Taranto, metropoli della Magna Grecia, e le antiche popolazioni provenienti dalla penisola ellenica trova ora una nuova traccia, questa volta direttamente nel DNA del celebre e ancora ignoto Atleta di Taranto.
Alcuni mesi fa, a seguito di un accordo di collaborazione tra la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura e il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “C. Darwin” della Sapienza Università di Roma, è stato avviato il progetto “L’eredità genetica della Magna Grecia nel Sud Italia”.
L’iniziativa punta a ricostruire, attraverso una sorta di mappatura genetica, il processo di colonizzazione di una parte significativa dell’Italia meridionale. L’équipe di biologi e biotecnologi guidata dal professor Beniamino Trombetta ha raccolto circa 300 reperti osteologici provenienti da 13 siti distribuiti lungo l’arco ionico, con l’obiettivo di valutare l’impronta genetica ellenica nella formazione del paesaggio genetico delle popolazioni del Mezzogiorno.
Le prime anticipazioni sul profilo genetico
Alcuni dettagli relativi al profilo genetico dell’Atleta di Taranto erano già stati anticipati durante la presentazione della mostra “L’Arte della Vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo”, allestita all’interno del percorso museale del MArTA in occasione della XX edizione dei Giochi del Mediterraneo.
Lo studio è ancora in corso, ma i primi risultati consentono già di delineare alcuni caratteri significativi del profilo genetico dell’antico campione e della sua origine ancestrale. Un patrimonio di informazioni che potrebbe contribuire a ricostruire i legami di quest’uomo, vissuto circa 2.500 anni fa, con la sua terra d’origine.
La ricerca tra Italia ed Estonia
I risultati dello studio sono frutto del lavoro del Dipartimento “Charles Darwin”, in collaborazione con l’Istituto di Biologia e Patologia Molecolari (IBPM) del CNR di Roma e con l’Institute of Genomics dell’Università di Tartu, in Estonia.
La presentazione ufficiale al pubblico è in programma venerdì 18 settembre, alle ore 17.00, nella Sala Lippolis del Museo archeologico nazionale di Taranto.
Prima della conferenza, il professor Beniamino Trombetta e la direttrice Stella Falzone incontreranno la stampa alle ore 16.30, nella stessa giornata.
L’appuntamento rappresenterà quindi un momento importante per conoscere le novità di una ricerca che unisce archeologia, storia e genetica, offrendo una nuova chiave di lettura sul rapporto tra Taranto e il mondo della Magna Grecia.















