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Ghirelli, “La stagione delle riforme per il mondo del calcio è irrinunciabile”

Lega Pro, Francesco Ghirelli: “Occorre una riforma per i giovani”

Il Presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli al lavoro per rifondare la categoria, è intervenuto ai microfoni di Alberto Butera per Footballnews24

Quanto è necessaria la riforma del calcio e perché?

“Ritengo che la riforma sia necessaria per due motivi: primo perché non abbiamo giovani e quindi non c’è futuro. Le generazioni Z, in particolare, e i Millennials non sono negli stadi. Sugli spalti ci sono quelli con i capelli bianchi come me. Tutte le ricerche portano a dire, da parte di questi ragazzi e ragazze, che il calcio è solo noia. Per me è un pugno allo stomaco, ma devo verificare e prendere atto di questa cosa. Primo problema, quindi, è la mancanza di prospettiva. Secondo problema: bisogna creare le condizioni per la sostenibilità economica di asset, la formula quindi deve essere uno degli asset sul quale poter avere maggiori introiti da stadio, da sponsor, da televisione e quindi da diritti televisivi, in modo tale che i club, attraverso una politica corretta di rapporto tra costi e ricavi, vadano in sostenibilità economica. Questo consente di avere una prospettiva e per quanto riguarda la serie C il tempo è un dato decisivo e importante”

L’idea di aumento dei ricavi per la sostenibilità economica della lega è correlato, a suo avviso, ai diritti televisivi?

“Non solo ai diritti televisivi ma anche ai ricavi da stadio, da sponsor e merchandising, quindi da più voci”

Per quanto attiene ai ricavi provenienti dai diritti televisivi, e per rendere il Campionato di Lega Pro più appetibile, sarebbe possibile creare una competizione europea?

“Noi parliamo di serie C, un campionato di terza divisione. Una terza divisione come in Italia non c’è in nessuna parte del Mondo. Il motivo è semplicissimo, perché non c’è nessun paese d’Europa e del Mondo che ha la storia dei Comuni d’Italia, quindi la serie C vive in quanto rappresenta il gonfalone, la città, le mura e il territorio; non c’è una competizione analoga negli altri campionati. Quindi, prima di fare voli pindarici sull’ Europa, dobbiamo pensare a ragionare sulle nostre forze, concentrarci su di noi. Cercare di risolvere il problema della sostenibilità nel nostro paese. Pensare che la risolviamo in Europa è un’altra fase”.

Che tempi si è prefissato per realizzare questo cambiamento?

“Se dipendesse solo da me, che sono il Presidente pro-tempore, e ho perfettamente contezza di questo elemento da sempre, lo attuerei subito ma chi decidono sono i Presidenti che mi auguro siano così saggi da farlo quanto prima perché oggi le cose che contano sono la velocità con la quale si determinano i fatti oltre che logicamente non sbagliare direzione. Per cui mi auguro si possa già partire dal prossimo campionato di serie C con un nuovo format. Logicamente occorre passare attraverso una decisione del Consiglio Federale dopo l’Assemblea di Lega”.

Per quanto riguarda la sostenibilità e il supporto economico/finanziario della serie A è un altro obbiettivo che dovrebbe portare al cambiamento. Potrebbe fare chiarezza in merito a questo punto?

“Il Calcio Italiano perde ogni anno un miliardo e duecento milioni, nei quali incide la serie C per novanta milioni. Tutto il calcio italiano ha un problema di sostenibilità economica. Io adesso sono concentrato sulla serie C”.

L’intenzione di valorizzare i giovani con l’idea di apprendistato, utilizzando le risorse della FIGC e del Governo è condivisibile con l’attenzione che il governo ripone proprio ai giovani e allo sport. Come intende muoversi e cosa mettere in campo affinché si raggiunga questo obiettivo?

“Noi abbiamo il problema di valorizzare i giovani calciatori perché altrimenti non andiamo un’altra volta ai Mondiali, che sarebbe un dramma. Oggi accendiamo la televisione e l’Italia non c’è ed è la seconda volta. Se non aumentiamo i numeri dei giocatori disponibili per Mancini, rischiamo di rimanerci ancora per lungo tempo, quindi, è un problema nazionale quello di far crescere i giovani calciatori in grado di andare in serie A e in azzurro. Poi c’è un problema di sostenibilità nostra, un altro degli asset di sostenibilità del calcio di serie C è che il nostro calcio deve formare i giovani calciatori e, per fare ciò, ha bisogno di investimenti in infrastrutture sportive, centri sportivi e in maestri, allenatori, preparatori atletici che non sono quelli della prima squadra. L’apprendistato funziona come una leva potente perché consente intanto di evitare le “rapine” che vengono fatte dai grandi club verso i piccoli club di serie C, e quindi di poter contrattualizzare fin dai 15 anni, secondo serve per migliorare la qualità dei giovani calciatori, perché è obbligatoria la formazione dei giovani, sia calcistica che scolastica. Quindi diamo qualità e potenzialità maggiore dal punto di vista calcistico e tranquillità ai giovani per il futuro. Perché altrimenti, una volta adulti, quando smetteranno di fare i calciatori non avrebbero un futuro. La nostra linea quindi, si sposa perfettamente con le linee di sviluppo che il Ministro Andrea Abodi ha enunciato”.

Le iniziative sociali quanto contribuiscono nel migliorare il mondo del Calcio e della società civile?

“Sono stato l’altro ieri in Vaticano per parlare di iniziative sociali ed è emerso come la Lega Pro sia un promotore di iniziative sociali nelle scuole tra i disabili, per il lavoro che si vuole fare con i detenuti ed i lavori socialmente utili. La Lega Pro ha una grossa valenza territoriale sociale”.

Come vede il futuro dello sport e del calcio in particolare?

“Deve rinnovarsi profondamente. Se guardo al calcio ritengo che debba rinnovarsi, rafforzando i nostri valori, il sentiment della gente nei confronti del calcio, anche dopo tutte le vicende degli ultimi giorni, non è che sia il migliore: e gli sportivi hanno anche ragione. Quindi c’è un problema, occorre lavorare per immettere valore e dare risposte dal punto di vista delle cose che sono successe, per poi innovare e rafforzare fortemente il carattere popolare, territoriale e sociale del calcio. Quello che, in particolare, sta facendo la Lega di Serie C”.

(Fonte: Alberto Butera-Footballnews24)

Tags: Serie C
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