di Francesca Raguso
Dopo due anni di Vice Presidenza in Lega Pro, Marcel Vulpis è tornato alla direzione di Sporteconomy, market leader dell’informazione associata all’economia dello sport, dove qualche settimana fa ha affrontato il tema dello Stadio di Taranto. Abbiamo approfittato della sua conoscenza e competenza per chiedergli qualche considerazione sulla sua esperienza e sul Taranto Calcio.
Direttore cosa si porta dietro dei due anni da vice Presidente vicario della Lega Pro?
Sicuramente è stata una grande esperienza professionale, ha aumentato il mio bagaglio di esperienza e conoscenza perchè ho avuto modo di vivere dall’interno tutte le dinamiche della governance di una Lega e dei rapporti che esistono tra gli associati e una Lega professionistica, quindi sicuramente ne esco arricchito e porterò questa esperienza nel mio ruolo di giornalista economico con un focus sull’economia e sulla politica dello sport.
I Presidenti di Lega Pro si lamentano della sostenibilità dei club ma quando hanno avuto la possibilità di cambiare format al campionato, hanno scelto la via della continuità. Il suo parere in merito?
Quel nuovo format fu una proposta che partì direttamente dal Presidente Ghirelli e prese piu di 30 voti ma per passare doveva raggiungere una maggioranza qualificata ovvero ottenere almeno 40 voti. Pur sostenendo il Presidente percepivo che numericamente non ci fosse questa maggioranza qualificata, però Ghirelli era convinto dell’operazione e la portò avanti. Doo il risultato negativo decise di dimettersi, facendo sicuramente un gesto nobile sotto il punto di vista della coerenza politica ma forse troppo forte, in fondo il risultato non era un voto contro la sua presidenza ma contro la sua proposta. Il Presidente ha inteso in quella bocciatura una mancanza di fiducia verso la sua figura e, in un paese dove nessun dirigente sportivo si è mai dimesso, gli va dato atto di essersi preso la responsabilità di quel suo progetto di politica sportiva anche se sarebbe potuto rimanere tranquillamente a governare la Lega Pro.
Durante i vostri due anni avete portato avanti il tema degli impianti sportivi, oggi il Lecco rischia di non fare la serie B, conquistta sul campo, per mancanza di uno Stadio idoneo.
Tutti in Italia parlano di stadi, di impianti comfortevoli, da vivere 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. Tutto molto affascinante ma dimenticano che per fare gli stadi occorrono i soldi. I presidenti, soprattutto quelli di Lega Pro, tolte forse pochissime eccezioni, non credo riescano a poter avere anche una progettualità di questo tipo collegata a degli investimenti di largo respiro, quindi non capisco come possano costruire gli stadi. Tutti dicono che i presidenti devono accollarsi l’onere di costruire gli stadi ma forse non hanno mai visto i bilanci delle società, se lo facessero, probabilmente, si accorgerebbero che ciò che dicono è ben lontano dalla realtà.
A Taranto sembra si vada verso una ristrutturazione dell’attuale impianto piuttosto che la costruzione di un impianto nuovo.
Oggi in Italia, su cinque stadi moderni, tre sono stati riammodernati sul precedente, secondo dei criteri e standard ben precisi, parlo di Udine, Bergamo e Sassuolo. Se lo Iacovone venisse ammodernato in modo intelligente e soprattutto ascoltando il Presidente Giove, che è colui che ne sarà il fruitore insieme ai tifosi, perchè lo stadio dovrà rispondere anche alle loro esigenze in quanto sono loro che lo dovranno vivere, allora si potrà dire di aver fatto un buon lavoro. E’ inimmaginabile ammodernare uno Stadio non ascoltando i consigli e i suggerimenti di chi dovrà utilizzarlo. Noi, qualche settimana fa, su Sporteconomy, scrivemmo che la situazione Stadio a Taranto andava risolta istituendo un tavolo istituzionale con il Sindaco e la Società, perchè è chiaro che facendo parte dello stesso territorio, l’uno ha bisogno dell’altro, specialmente in questa situazione. E’ inevitabile. Insieme dovrà essere studiato, come detto, un progetto che sia consono alle esigenze della Società e dei tifosi. Come si può pensare alla realizzazione di uno stadio senza ascoltare le esigenze di coloro che saranno fruitori? La domanda la faccio al Sindaco di Taranto.
Un suo parere sul Presidente Giove che, come tanti suoi colleghi presidenti, mantiene vivo il calcio in una piazza difficile ed esigente.
Il Presidente Giove l’ho conosciuto e apprezzato durante i miei due anni di Vice Presidenza e nei 53 giorni da Presidente reggente. Per chi non ha il piacere di approfondirne la conoscenza può sembrare una persona troppo diretta, a me però piacciono le persone dirette perchè sono leali, schiette e ti dicono le cose in faccia, poi in questo paese chi dice le cose in faccia da’ fastidio, capita anche a me di rimanere vittima di questo stereotipo ma io come Giove non cambio, il problema non è nostro ma di chi non ci ascolta. Con me Giove si è sempre comportato bene, ci siamo confrontati molte volte, gli ho dato tantissimi consigli e mi ha sempre ascoltato, a volte partiva da una sua idea ma ascoltandomi la cambiava, segno che è una persona in gamba, intelligente e sensibile. La tifoseria dovrebbe dargli più calore e vicinanza perchè penso che riuscirebbe a lavorare meglio in una piazza calda come Taranto, fare calcio al Sud, nel Mezzogiorno, non è come farlo a Bergamo o a Milano, spesso i tifosi lo dimenticano. Io penso che Massimo Giove sia un Presidente attaccato alla maglia, ai suoi colori e alla piazza, è un appassionato di calcio e se io fossi un tifoso del Taranto cercherei di stargli accanto.
Cosa ne pensa dell’inedito ruolo da allenatore/manager affidato a mister Capuano?
Capuano ha un’umanità unica. Lo avevo conosciuto anni fa in una trasmissione a Salerno, poi l’ho rivisto durante Taranto – Foggia e ricordo che mi ha colpito perchè a un certo punto ha tirato fuori un foglietto di carta, strappato da un block notes, e con la matita si è messo a fare gli schemi di gioco per chi doveva giocare, proprio come si faceva una volta. Forse non è uno che utilizza metodi moderni, non lo so, come il match analyst o magari ce l’ha e non me l’ha detto, ma è un grande amante del calcio, un conoscitore di uomini che è una cosa importante nella creazione di un gruppo, quindi credo che Capuano sia perfetto per Taranto e poi a me sta simpaticissimo.













