di Domenico Ciquera
Nicola Loiodice, ai microfoni di Antenna Sud, ha analizzato la gara persa dal Taranto contro il Polimnia.
La partita – «Sappiamo che dobbiamo dare di più, perché così non basta. Giochiamo come ho sempre detto, ma per il Taranto bisogna dare tutto fino all’ultimo. Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità ed è giusto che i tifosi ci contestino: bisogna essere obiettivi e realisti, in questo momento ci meritiamo tutto.
Abbiamo però ancora la Coppa e i playoff e sicuramente non siamo venuti qui per gettare la spugna, perché mollare non è da noi. È giusto che i tifosi si sfoghino e ci critichino, perché ce lo meritiamo. Dobbiamo solo ripartire più forti.
Nel secondo tempo abbiamo giocato a una porta, ma la palla non è entrata: quando non segni, le partite finiscono 0-0 oppure le perdi».
Le colpe – «Posso spendere due parole a favore del mister, non perché sia Panarelli, ma perché in questo momento non è colpa dell’allenatore. In campo andiamo noi. Il mister ha lavorato benissimo, si è comportato da uomo con noi e lo possono confermare tutti i miei compagni: è stata una persona eccezionale.
Ma se noi non diamo di più, i risultati sono questi. Può venire anche Guardiola: se non segni, le partite le perdi. Dobbiamo fare di più, perché nei primi 20-25 minuti siamo spesso bloccati. Giocare a Taranto non è semplice: è una piazza esigente, la maglia è pesante e i risultati non ci aiutano. Poi nei secondi tempi giochiamo a una porta perché ci scrolliamo di dosso tutto il peso».
La Coppa – «Tra tre giorni si torna in campo. Tutto questo non è bello nemmeno per noi, perché quando viene esonerato un allenatore stiamo male: sappiamo che la colpa è nostra, perché in campo ci andiamo noi. Se il mister ti mette nelle condizioni di fare bene e tu non riesci a fare ciò che ti chiede, l’allenatore c’entra poco.
La partita di giovedì è importantissima: ci resta la Coppa, poi i playoff. Dobbiamo dare tutto e isolarci da tutto».













