di Maurizio Corvino
Durante la consueta trasmissione Tim Out, condotta dal direttore di GRB Maurizio Mazzarella, Luigia “Gigia” Boccadamo, atleta della De Florio Nuovi Orizzonti, ha condiviso le proprie riflessioni sulle recenti performance della squadra e sulla stagione in corso.
Nove vittorie di fila
«Sono state vittorie non facili – racconta Boccadamo – abbiamo affrontato belle squadre, ragazze giovani e meno giovani. L’ultima gara contro il Bari all’inizio è stata un po’ difficile, ma siamo state sempre a punto e ci siamo giocate la partita fino alla fine. Il gioco di squadra e la grinta che mettiamo in campo ci ripaga sempre, e ci siamo portate a casa un’altra vittoria».
L’avversario più ostico
«Sicuramente il Monteroni – continua – è la squadra più completa e ci ha messo in seria difficoltà, soprattutto nell’ultima partita del ritorno. Hanno studiato i nostri schemi e la nostra difesa, rendendo la sfida davvero complicata».
Complicità in campo
Parlando delle compagne Gismondi e Lacitignola, Boccadamo sottolinea: «Ci conosciamo da tantissimo, abbiamo fatto le giovanili insieme. Nonostante le nostre strade si siano separate, quest’anno è stato bello ritrovarci e riscoprire la complicità che c’è sempre stata, sia in campo che fuori. Basta uno sguardo, a volte anche un urlo va bene».
Guida per le compagne
«Spero di dare il buon esempio e di aiutarle se sono in difficoltà – aggiunge – ma questa è una cosa che dovrebbero dire più loro che io».
L’obiettivo imbattute
«Vorremmo chiudere il girone imbattute – afferma – e ci aspetta una partita contro l’altra squadra tarantina, la Support. È una squadra con molte ragazze giovani, ma mature, agguerrite e veloci. Non sarà semplice e non va sottovalutata».
Gare ravvicinate
«Ci aiutano gli allenamenti intensi e mirati – spiega –. Se ci alleniamo bene, riusciamo a reggere anche le partite ravvicinate durante la settimana».
La società
«Sono contentissima – racconta – perché ho trovato persone professionali ma allo stesso tempo umane. Si crea un rapporto di fiducia e amicizia, e io mi sono trovata benissimo fin da subito».
Cosa dà adrenalina
«È l’insieme di tante cose – conclude –: un passaggio alla compagna, esultare tutte insieme, darci forza se qualcuna sbaglia. È bello anche quando una compagna dice che non importa, che dobbiamo andare avanti perché ci riprenderemo».
Il soprannome
«L’Aquila – spiega Boccadamo – è un animale veloce e determinato. All’inizio mi faceva sorridere, ma ora vedo che mi rappresenta. Quando me lo dicono, significa che sto facendo qualcosa di bello e lo sto facendo bene».
Un ritratto di determinazione, grinta e passione per il gioco di squadra, dove l’atleta mostra il legame con le compagne e la voglia di crescere insieme, dentro e fuori dal campo.














