di Giovanni Di Stefano
Ho posseduto club nella Scottish Premier League e sono stato vicepresidente dell’FK Obilić quando partecipava alla Champions League. Conosco il calcio dall’interno dei consigli di amministrazione oltre che dal campo. È proprio questa esperienza a rendere inevitabile una domanda dopo le notizie straordinarie riguardanti il Manchester City: se i dati comunicati alle autorità calcistiche fossero risultati inesatti, che cosa risulterebbe dai libri contabili e dai bilanci depositati dalla società?
Il tema assume particolare rilievo alla luce delle notizie diffuse il 25 settembre. Secondo quanto riferito da importanti testate britanniche e internazionali, una commissione indipendente della Premier League avrebbe accertato violazioni in relazione a tutte le contestazioni comunemente indicate come «le 115», salvo una. La Premier League, tuttavia, non ha ancora pubblicato una decisione motivata né una sanzione definitiva. Il Manchester City sostiene che il procedimento non sia ancora concluso e che parti significative della procedura riservata debbano essere completate. Il club continua inoltre a respingere le accuse.

La Premier League aveva deferito il Manchester City a una commissione indipendente nel febbraio 2023, contestando presunte violazioni riferite a un arco temporale che comprendeva le stagioni dal 2009/10 al 2022/23. Nel documento ufficiale di deferimento figuravano, fra le altre questioni, le accuse relative all’accuratezza delle informazioni finanziarie, ai ricavi da sponsorizzazioni, alla remunerazione di allenatori e calciatori, al rispetto delle norme finanziarie e alla collaborazione con l’indagine.
La notizia di un eventuale accertamento sportivo è certamente rilevante, ma il suo preciso effetto giuridico non può essere stabilito senza conoscere la decisione completa, le motivazioni e le prove sulle quali essa si fonda. Anche l’eventuale impugnazione dovrà essere rispettata secondo le procedure previste. Sarebbe tuttavia riduttivo ritenere automaticamente che le conseguenze possano riguardare esclusivamente una penalizzazione di punti o una sanzione economica.

Una società privata è comunque soggetta alla legge
Manchester City Football Club Limited è una società registrata in Inghilterra e Galles con numero 00040946. Companies House la indica come una private limited company, attiva, con sede all’Etihad Stadium. La società è stata costituita il 16 aprile 1894 e l’ultimo bilancio depositato è quello relativo all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025, mentre il successivo è previsto per il 30 giugno 2026.
Il fatto che una società non sia quotata in borsa elimina determinati obblighi propri degli emittenti quotati, ma non la sottrae alla disciplina del Companies Act 2006. La normativa britannica stabilisce, fra l’altro, obblighi relativi alla conservazione di adeguate scritture contabili, all’approvazione dei bilanci, alla loro rappresentazione veritiera e corretta e alle responsabilità degli amministratori e dei revisori.
Il punto centrale è distinguere il piano sportivo da quello societario. Una violazione delle regole della Premier League non dimostra automaticamente che un bilancio depositato presso Companies House sia falso o irregolare. Allo stesso tempo, qualora una somma rilevante fosse stata effettivamente finanziata da un soggetto diverso da quello formalmente indicato, oppure un pagamento significativo fosse stato omesso, occultato o rappresentato in maniera non corrispondente alla realtà economica, diventerebbe necessario verificare se i libri contabili e i bilanci abbiano rappresentato correttamente quella specifica operazione.
In altre parole, non sono sufficienti le etichette contrattuali. Occorre verificare la sostanza economica delle operazioni.

Le domande alle quali dovrebbe rispondere un’indagine specialistica
Il primo passaggio dovrebbe consistere nell’identificare con precisione la persona giuridica che ha ricevuto o effettuato ciascun pagamento. Il Manchester City opera all’interno di una struttura societaria più ampia e un’affermazione riguardante uno sponsor, un proprietario, un calciatore o un allenatore non può essere automaticamente trasferita ai bilanci del club senza ricostruire contratti, flussi finanziari e rapporti societari.
Il secondo passaggio consiste nel collegare ogni operazione al relativo esercizio finanziario, al principio contabile applicabile e al bilancio che fu effettivamente approvato e depositato.
Il terzo riguarda la valutazione della rilevanza dell’operazione e degli obblighi di informativa, comprese, quando applicabili, le operazioni con parti correlate.
Il quarto richiede l’esame dei verbali degli organi societari, della documentazione raccolta dai revisori e delle informazioni effettivamente conosciute dagli amministratori nel momento in cui le decisioni vennero assunte.
Il quinto impone di mantenere distinte le condotte originarie dalle successive contestazioni relative alla collaborazione con l’indagine. Sono questioni differenti, che richiedono prove differenti.
Qualora un bilancio risultasse non conforme, il Companies Act prevede specifici meccanismi per intervenire sui conti. Anche le responsabilità connesse all’approvazione dei bilanci, alle informazioni trasmesse al registro e alla conservazione delle scritture contabili devono essere valutate alla luce delle norme effettivamente vigenti nel periodo interessato.
Questo è un punto fondamentale. Per ogni singolo deposito storico occorre verificare il testo legislativo vigente al momento del fatto. Le modifiche normative successive non possono essere semplicemente applicate retroattivamente a condotte risalenti nel tempo.
Nessuna delle disposizioni del Companies Act, pertanto, può essere trasformata automaticamente in un’accusa nei confronti del Manchester City o di una determinata persona fisica. Servono fatti, documenti, elementi soggettivi e un’analisi giuridica puntuale.

La responsabilità penale: una possibilità da verificare, non un fatto già accertato
Se le prove dovessero dimostrare falsificazioni consapevoli, occultamenti dolosi oppure dichiarazioni societarie materialmente false, gli investigatori potrebbero prendere in considerazione eventuali reati previsti dal Companies Act e, laddove ne ricorrano tutti gli elementi, anche da altre normative, come il Fraud Act 2006.
Ma questa eventualità non può essere confusa con un accertamento penale già esistente.
In un procedimento penale devono essere dimostrati lo specifico comportamento contestato, l’elemento soggettivo richiesto dalla fattispecie, la giurisdizione e gli eventuali profili temporali e procedurali, secondo lo standard probatorio previsto dal diritto penale.
Una decisione di una commissione sportiva, peraltro ancora riservata e riportata dalla stampa, non equivale a una condanna penale e non sostituisce un procedimento penale.
Allo stesso modo, eventuali responsabilità individuali dovrebbero essere individuate sulla base delle prove disponibili e non semplicemente sulla base del ruolo ricoperto all’interno della società o dei titoli pubblicati sui giornali.

Il precedente UEFA del 2020 non può essere confuso con il procedimento Premier League
Un altro errore sarebbe quello di considerare il procedimento UEFA del 2020 e quello della Premier League come un’unica vicenda giuridica.
Si tratta di procedimenti differenti, davanti ad autorità differenti, sulla base di regolamenti, elementi probatori e limiti temporali differenti.
Nel 2020 il Manchester City era stato escluso per due anni dalle competizioni UEFA per club dopo un procedimento nel quale era stato contestato, fra l’altro, il trattamento dei ricavi da sponsorizzazione. Il club aveva successivamente presentato ricorso al Court of Arbitration for Sport, che aveva annullato il divieto di partecipazione alle competizioni europee.
Questo precedente non determina automaticamente l’esito della controversia Premier League. Allo stesso modo, un eventuale giudizio positivo espresso in precedenza dai revisori non costituisce una forma di immunità permanente.
Se emergessero successivamente elementi incompatibili con quanto rappresentato nei bilanci, sarebbe legittimo interrogarsi sulle informazioni ricevute dai revisori, sulle verifiche effettuate e sull’eventuale necessità di correggere determinate poste contabili. Ciò, tuttavia, non consentirebbe di presumere automaticamente una responsabilità dei revisori.

Servono giuristi specializzati e contabili forensi
La risposta più rigorosa sarebbe un esame indipendente condotto da professionisti specializzati in diritto societario, regolamentazione finanziaria, frodi e arbitrato sportivo, affiancati da contabili forensi.
Un lavoro di questo tipo dovrebbe partire dall’acquisizione della decisione motivata della commissione, non appena sarà resa disponibile. Successivamente occorrerebbe collegare ogni singolo accertamento alle operazioni sottostanti, ai contratti, ai flussi finanziari e ai bilanci effettivamente depositati.
Sarebbe inoltre necessario preservare tutta la documentazione rilevante, valutare l’eventuale necessità di correzioni contabili e verificare l’esistenza di eventuali obblighi di comunicazione o segnalazione.
Il procedimento sportivo, l’eventuale appello e un’eventuale indagine penale dovrebbero seguire ciascuno il proprio percorso giuridico. La retorica non può sostituire questo lavoro.
Oltre il fischio finale
Il calcio può prevedere penalizzazioni sportive. Il diritto societario pone però una domanda differente e potenzialmente più complessa: le scritture contabili e i bilanci erano conformi alla legge e rappresentavano correttamente la situazione economica della società? E, qualora non lo fossero stati, chi ne sarebbe responsabile?
Al 26 settembre 2026, il Manchester City mantiene il diritto al contraddittorio e a contestare gli eventuali accertamenti attraverso gli strumenti previsti dal procedimento. La stessa Premier League ha confermato nel 2023 che il procedimento davanti alla commissione indipendente sarebbe stato riservato e che il relativo award finale sarebbe stato pubblicato sul proprio sito.
Le notizie diffuse il 25 e 26 settembre devono quindi essere lette alla luce di questa distinzione: da una parte ciò che è stato riportato da organi di informazione come risultato della procedura; dall’altra la decisione motivata ufficiale, le prove e le eventuali successive impugnazioni. Reuters, attraverso un articolo pubblicato da Dawn, ha riferito che il City sarebbe stato ritenuto responsabile di tutte le contestazioni tranne una e che il club sarebbe orientato all’appello, precisando al tempo stesso che la Premier League ha rifiutato di commentare un procedimento ancora riservato.
Se gli accertamenti riferiti dalla stampa troveranno conferma nella decisione scritta e se da quella decisione emergeranno elementi rilevanti anche sotto il profilo societario, il fischio finale del procedimento sportivo potrebbe non rappresentare la conclusione della vicenda.
Potrebbe essere, al contrario, il calcio d’inizio di un esame giuridico molto più approfondito.
Avvocato Giovanni Di Stefano
Fonti
Premier League, referral of alleged rule breaches, 6 febbraio 2023:
https://www.premierleague.com/en/news/3045970
Manchester City FC, statement on Premier League proceedings, 6 febbraio 2023:
https://www.mancity.com/news/club/club-statement-premier-league-63811282
Companies House, Manchester City Football Club Limited, company 00040946:
https://find-and-update.company-information.service.gov.uk/company/00040946
Companies Act 2006, sections 386, 387, 393, 414, 454, 495, 1112 e 1112A:
https://www.legislation.gov.uk/ukpga/2006/46/contents
Reuters, report del 26 settembre 2026, pubblicato da Dawn:
https://www.dawn.com/news/2032755/city-found-guilty-on-all-but-one-of-115-charges-reports-say
The Guardian, 25 settembre 2026:
https://www.theguardian.com/football/2026/sep/25/manchester-city-found-guilty-of-breaking-premier-leagues-financial-fair-play-rules















