Dopo l’arrivo del ds Danilo Pagni alla corte del Taranto adesso a tenere banco in riva allo Ionio è la scelta del prossimo allenatore, nodo che dovrebbe essere sciolto dalla società nel giro di una decina di giorni. Abbiamo contattato l’esperto consulente di mercato Gianfranco Mancino con il quale abbiamo parlato della stagione appena conclusa, dell’arrivo a Taranto di Danilo Pagni come ds, delle caratteristiche tecniche e mentali che dovrà avere il prossimo Taranto e del rapporto tra la società e una parte della tifoseria rossoblù.
Pagni sinonimo di garanzia: “Alla fine la scelta è ricaduta su Danilo Pagni che reputo uno dei migliori direttori dell’area tecnica, soprattutto guardando il suo curriculum in serie C e serie D. Ha avuto collaborazioni importanti con squadre di massima serie e dove è andato ha quasi sempre fatto bene. Quindi direi che Giove ha fatto bene a puntare su di lui. Io comunque avrei visto bene anche altri direttori sportivi, magari meno affermati ma con la stessa voglia; i nomi che si potrebbero fare sono tanti.”
Taranto costretto a ripartire: “Quella di un nuovo ds e di un nuovo direttore generale è sicuramente una scelta quasi scontata, visto i risultati deludenti dello scorso anno. Io per esempio da De Santis che è un amico mi sarei aspettato qualcosa in più ma va anche detto che si è trovato ad operare in situazioni di risultati e spogliatoio difficili. Sono contento che il Taranto abbia scelto Pagni però devo anche dire che cambiare ogni anno tutto a mio avviso diventa uno svantaggio; si è sempre costretti a ricominciare tutto da capo, smantellando dirigenza, staff tecnico e calciatori. Prendiamo ad esempio il Bitonto, hanno vinto il campionato senza cambiare granchè rispetto allo scorso anno, aggiungendo un paio di elementi di categoria e appoggiandosi sul tandem Patierno-Lattanzio. Altra squadra molto solida è sicuramente il Foggia che era in netta ripresa e a mio avviso avrebbe ripreso il Bitonto. Ma la società che a mio avviso bisogna temere di più per il prossimo torneo è il Casarano, che ha alle spalle una società molto solida, un bel progetto e che si dice voglia puntare su Ragno. É difficile che un tecnico come lui possa fallire in una piazza simile.”
toto allenatore: “Conoscendo Pagni credo che abbia già in mente il tipo di allenatore adatto al Taranto. Ho sentito parlare di Auteri e Giacomarro, tecnici che hanno fatto una carriera importante in serie C e anche Rigoli è un buon profilo. Però mi piacerebbe anche vedere sulla panchina del Taranto un allenatore giovane che ha dimostrato a Fasano negli ultimi due anni di essere pronto per il professionismo. Parlo ovviamente di Giuseppe Laterza, di cui sono un grande estimatore. Anche Danilo Rufini a mio avviso meriterebbe una panchina importante. Si è anche parlato di un ritorno di mister Cazzarò ma qui sono un po’ scettico, le ultime esperienze a Taranto e Messina hanno dimostrato che non è pronto per una piazza così importante. Per quanto riguarda mister Panarelli devo ammettere che lo vedrei meglio su una panchina professionistica che non nei dilettanti. Ad Altamura ha fatto molto bene e a Taranto a tratti è stato anche sfortunato. Ha una propensione al lavoro e una cura dei particolari che lo rendono più adatto al professionismo. Lo stesso discorso lo è valido per Prosperi, gli auguro di ricominciare da una piazza importante di D o C. ”
rosa del Taranto che verrà: “Di tutti i giocatori che hanno fatto parte della rosa del Taranto quest’anno ne tratterrei giusto qualcuno. Ritengo che molti abbiano deluso e si siano bruciati la possibilità di una riconferma. Per quanto riguarda gli over, in difesa confermerei solo Benvenga da affiancare a un altro difensore esperto. Io suggerisco alla società il nome di Nicolas Palacio, centrale difensivo di 28 anni che attualmente gioca nel calcio professionistico argentino e ha disputato anche la coppa Libertadores. A centrocampo per quanto riguarda Manzo credo Stefano Manzo sarebbe perfetto per tecnici come Auteri o Giacomarro quindi la scelta spetterà a ds e allenatore. Sugli esterni la società pare intenzionata a riconfermare Guaita ma in questo caso non sono d’accordo, ha deluso tanto anche lui e punterei su qualcun altro. L’attacco ritengo sia completamente da rifondare. Io punterei su una coppia d’attacco forte e collaudata come Iadaresta-Montaldi. Non dimentichiamoci che Iadaresta ha vinto gli ultimi quattro campionati di serie D. Taranto ha bisogno di una prima punta che segni e trascini la squadra e la tifoseria, un po’ come faceva Riganò. Poi bisognerebbe completare il reparto con giovani forti che il Taranto ha in casa, penso a Serafino e mi piacerebbe fosse recuperato anche Checco Ranieri, attaccante possente classe ’98. Va fatto un plauso al settore giovanile del Taranto e tenersi stretti i giovani talenti che hanno fatto già bene quest’anno. Facendo un passo indietro, per il centrocampo vedrei bene un approdo a Taranto dell’argentino Fecundo Ganci del Fasano. Comunque va detto che anche per quanto riguardo l’allestimento della rosa, Pagni è molto esperto e preparato e saprà come muoversi. Parlando degli under attualmente in rosa al Taranto hanno fatto tutti bene in questa stagione e valuterei la loro permanenza. Non so se con l’arrivo di Pagni la cessione di Ferrara sarà confermata, credo che il Taranto debba provare a Trattenere Sposito, Marino e Cuccurullo che è un ragazzo di prospettiva importante. Altro nome di giovane talentuoso ma sfortunato per via degli infortuni è quello di Graziano Amatulli. In fine ci sono due miei assistiti, il trequartista Carluccio Simone classe ‘2004 e Nicolas de Vito centrocampista sempre del 2004. Si tratta di due giocatori pronti per il salto nei professionisti ma mi piacerebbe farli maturare in piazze di serie D attente ai giovani.
Spaccatura da ricucire: “Già dalla seconda parte del campionato scorso ci sono state tra la società del Taranto e una parte della tifoseria delle frizioni che continuano tutt’ora. Non hanno aiutato di certo i risultati perché ritengo che a Giove non si possa non imputare di aver speso e investito nel Taranto. E la scelta di Pagni come ds ne è un’ulteriore prova. Va anche detto però che alcune scelte non sono andate giù alla tifoseria e li capisco. Se ci devono essere dei cambiamenti rispetto al passato devono essere radicali, non si può tornare sempre su situazioni già vissute in passato che non hanno prodotto risultati positivi. Ora però, per il bene del Taranto credo sia importante sotterrare l’ascia di guerra, parlarsi, chiarirsi e venirsi incontro. Se si vuole partire con il piede giusto nel prossimo campionato bisogna essere compatti. La società e la squadra del Taranto non possono prescindere dai propri tifosi, a prescindere dalle porte chiuse. I tifosi rossoblù sono la vera risorsa della città di Taranto, sappiamo tutti di cosa sono capaci.”
Andrea Loiacono












