Il calcio giocato è ancora lontano, con tutte le compagini che parteciperanno alla prossima serie D che restano in attesa di sapere quale sarà la composizione dei gironi con oltre dieci formazioni pugliesi in cerca di collocazione. Nel frattempo, però, i direttori sportivi e le rispettive dirigenze sono all’opera per allestire i roster che prenderanno parte alla prossima stagione. A farla da padrone sono dunque le voci di mercato che a volte vengono confermate dalle ufficialità altre volte svaniscono nell’aria come bolle di sapone. Abbiamo contattato a tal proposito l’esperto agente fifa Gianfranco Mancino dell’agenzia Football Consulting Agency con sede in Bari composta inoltre da altri professionisti del settore come l’Avvocato Fabio Campese, l’Avvocato Luigi Scarano, Maurizio Protopapa e Antonio Gravinese.
Calcio invariato: “Sinceramente pensavo che dopo il Covid, con la crisi economica che si è abbattuta sul mondo in generale, anche il calcio avrebbe potuto adeguarsi a uno stile diverso, privilegiando e facendo lavorare gente giovane e preparata che avrebbe potuto portare una ventata di novità. Invece constato con rammarico che i nomi dei calciatori e degli addetti ai lavori a circolare sono sempre gli stessi. Anche a Brindisi poteva essere l’anno zero ma gli interpreti sono sempre gli stessi. La tifoseria adesso vuole la programmazione e non il ripetersi sistematico di alcune situazioni.”
Taranto una scommessa: “A Taranto fino a questo momento si è allestita una squadra discreta ma che al momento non vedo tra le favorite. Si era partiti con un progetto in grande stile con il possibile arrivo di Danilo Pagni e Auteri ma poi non se n’è fatto più nulla. Dispiace perché penso che il Taranto avrebbe fatto il salto di qualità. L’allenatore e il direttore sportivo sono figure fondamentali. Non ho nulla da ridire nei confronti di Laterza ma bisogna dire che lo scorso anno già prima di natale ci sono stati undici esoneri. Invece nelle piazze tranquille gli allenatori sono andati avanti con tranquillità. Oggi il Taranto si ritrova a ripartire dopo il fallimento della gestione Ragno e bisognerà vedere come gestirà la pressione il nuovo allenatore. Il Taranto come bacino d’utenza e blasone deve avere obiettivi differenti rispetto al Fasano. Quest’anno le opportunità per allestire una corazzata c’erano e ci sono, ora resta la speranza di esplodere partendo da una posizione di leggero svantaggio rispetto alle favorite. Per quanto riguarda la squadra credo che un elemento che possa far fare il salto di qualità alla squadra sia Guaita. Se l’argentino dovesse trovare un passo più convincente rispetto allo scorso anno per il Taranto potrebbe fare la differenza. Conosco anche Lagzir il trequartista marocchino, è un buon elemento ma bisogna vedere come affronterà il green dello Iacovone. Chiunque sbuca dal tunnel dello Iacovone deve avere una certa personalità. A tal proposito credo che sia un fattore positivo il fatto di aver creato una colonia di giocatori argentini. Anche per il direttore Montervino questa sarà la prova del nove per capire se può togliersi una soddisfazione nella sua città.”
Foggia e Casarano favorite: “Il Casarano con il direttore sportivo Pitino sta dando seguito a quanto già fatto di buono lo scorso anno. Si sta muovendo sul mercato molto bene, penso che tra Casarano e Foggia possa uscire la protagonista assoluta del campionato. Sta facendo una programmazione importante confermando l’ossatura dello scorso anno. Il ripescaggio del Foggia dipenderò dalla vicenda Picerno-Bitonto, ma non credo che in quel senso verranno prese decisioni immediate.”
Lavello incognita: “La squadra lucana da neopromossa potrebbe confermarsi una vera corazzata, come sta lasciando trapelare il mercato. Allo stesso tempo però potrebbe anche trattarsi di un progetto che a dicembre rischia di implodere, per questa ragione mi riservo di giudicarla dopo i primi due mesi di campionato. I giocatori che sta prendendo sono tutti di prima fascia ma poi a parlare è il campo. Abbiamo l’esempio dello Sly Trani che con grandi investimenti aveva allestito un organico da categoria superiore ma poi il progetto societario è arenato. Anche il Molfetta e il Nola mi stanno piacendo molto come si stanno muovendo. La società campana è composta da venti imprenditori pronti a investire pesantemente.”
composizione gironi: “Non credo che il Taranto possa essere inserito nel girone G in quanto c’è il Cerignola che ha fatto la stessa richiesta. Poi vedremo cosa deciderà di fare la lega, ma contano le forze societarie.”
Campionato su più livelli: “Non sarà un campionato equilibrato, sarà pur sempre un campionato difficile senza squadra schiacciasassi; vedo il Foggia, il Casarano e in prima fascia con la sorpresa Lavello. Tutte le altre, compreso il Taranto e il Brindisi in seconda fascia nonostante la buona squadra che stanno allestendo gli ionici. Vedo bene anche il Molfetta, una squadra che si sta muovendo bene e che ha dalla sua l’entusiasmo di provenire da una promozione con un gruppo affiatato.”
Catalano tecnico da seguire: “ Sto studiando molto gli allenatori. Un allenatore che mi ha colpito molto è Raimondo Catalano, il nuovo tecnico del Fasano. Quando ho assistito ai suoi allenamenti mi ha ricordato mister Calabro e mister Taurino, con le stesse metodologie e filosofie di approccio alla gara. A Fasano c’è un ambiente adatto per giocare a calcio. Ha allestito una squadra di giovani importanti con il ritorno di Nadarevic.”
prossimi colpi di mercato: “Il problema è credere anche in giocatori che non si conoscono. La nostra agenzia ha dei giocatori che arrivano dall’Argentina, dal Cile, dall’Uruguay. Parliamo di giocatori da venti gol a campionato che hanno calcato palcoscenici importanti con ambienti infuocati e non soffrono la pressione, oltre che essere validissimo tecnicamente. Però si lavora sempre con gli stessi procuratori che si accontentano di cifre inferiori. A mio avviso però va fatta un’innovazione, prendendo giocatori conosciuti solo al direttore sportivo e non alle tifoserie perché cambiano tre maglie in una stagione.”
prima punta fisica: “Al Taranto manca una prima punta fisica come sono stati Riganò e Molinari per fare due nomi. Però a mio avviso c’è bisogno anche di un forte trequartista che all’occorrenza faccia la seconda punta. C’è un giocatore che mi permetto di suggerire che si chiama Trecco, tecnicamente fortissimo ma extracomunitario. Il problema però non si pone perché ne possono giocare tre. Con questi giocatori bisogna rischiare perché possono fare la differenza. Posso dire ad esempio che attualmente stiamo piazzando il gioiellino Nicolas De Vito che aveva richieste anche di club di lega Pro. Presto si scoprirà la sua destinazione.”
Andrea Loiacono












